Pagamenti delle PA: non oltre 60 giorni

Bruxelles. La nuova direttiva dell’Unione europea: scaduto il termine fissato in due mesi, è prevista una penale dell’8%

BRUXELLES – Dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri dell'Unione europea del 24 gennaio scorso, è stata pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee la nuova direttiva contro i ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni. Il testo entrerà in vigore il 16 marzo prossimo. Dopodiché, gli Stati membri avranno 2 anni di tempo per recepire e trasformare in legge nazionale le disposizioni contenute nel provvedimento. Le pubbliche amministrazioni degli Stati saranno obbligate a pagare entro un termine massimo di 30 giorni, prorogabile fino a 60 per il settore sanitario. A fronte del fatto, che gli appalti pubblici all'interno dell'Unione europea raggiungono mediamente i 1963 miliardi di euro, l'effetto disciplinatore della direttiva sul comportamento delle pubbliche amministrazioni sarà notevole. Da stime della Commissione europea, il provvedimento consentirà di rimettere in circolo in Europa una liquidità di circa 180 miliardi di euro. Una novità della direttiva prevede, inoltre, che, in caso di ritardato pagamento, una penalità, equivalente a un interesse legale dell'8%, sarà applicata automaticamente sull'importo dovuto. Per i contratti stipulati tra imprese, l'Unione europea prevede, infine, un termine di pagamento di massimo 60 giorni, salvo “diversi accordi tra le parti”. “Questa direttiva rappresenta una misura anticiclica e un supporto concreto alle aziende, soprattutto alle pmi – ha commentato Raffaele Baldassarre, co-relatore della direttiva per il Parlamento europeo – stabilendo termini certi e sanzioni adeguate per favorire le potenzialità dei pagamenti. Le aziende avranno pagamenti certi e potranno programmare la propria attività. Le pubbliche amministrazioni dovranno pagare con fondi esistenti e previsti dal bilancio, riducendo, di conseguenza, il loro debito pubblico”.

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