L’albergo nel parco. La Finanza sequestra i documenti

Gdf

 

Ugento. I finanzieri hanno prelevato dall’Ufficio tecnico del Comune il materiale relativo alla realizzazione del villaggio Iberotel per verificarne la compatibilità con i vincoli ambientali. Le indagini sono partite dall’inchiesta del Tacco d’Italia

UGENTO – I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno fatto ieri visita all’Ufficio tecnico del Municipio di Ugento ed acquisito la documentazione, circa venti faldoni, relativa alla realizzazione della maxi struttura ricettiva, l’Iberotel, che sorge all’interno del parco naturale regionale “Litorale di Ugento”. Il decreto è stato firmato dal sostituto procuratore Antonio Negro. Con i finanzieri c’era anche Michele Stella, ingegnere del Cnr di Bari, incaricato dal magistrato di accertare la compatibilità della struttura con i vincoli paesaggistici ed ambientali che ricadono nell’area. Il che significa verificare se l’iter amministrativo che ha dato l’ok al villaggio turistico si sia svolto regolarmente. Le indagini della Finanza sono partite in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta realizzata sul tema dal Tacco d’Italia (uscita in più numeri); la Finanza ha inviato notizia di reato in Procura che ha poi aperto il fascicolo contro ignoti. Al momento non ci sarebbero indagati. L’approfondimento dei finanzieri potrebbe riguardare anche i finanziamenti tramite 488, circa 6 milioni di euro, utilizzati per la creazione della struttura all’interno della quale si trovano dieci palazzine chiamate “corti” per un totale di 333 camere, oltre a campetti sportivi, viali e tre piscine. Quello dell’albergo nel parco naturale era uno dei temi di maggiore interesse di Peppino Basile, il consigliere dell’Italia dei valori, ucciso ad Ugento nel giugno del 2008, il quale ne aveva fatta una delle sue principali battaglie. La realizzazione della struttura ricettiva infatti ha proceduto di pari passo con l’istituzione del parco naturale di Ugento. L’area naturalistica aveva le carte in regola per diventare parco già nel 2000. Per diventarlo, con tutte le tutele ambientali ed i vincoli conseguenti, era necessaria una delibera di Giunta regionale che la inserisse nella lista dei parchi pugliesi. Ma la delibera arrivò solo sei anni dopo, nel 2006, e per tutto l’anno successivo il perimetro del parco venne definito e ridefinito, escludendo via via dalla zona interessata dai vincoli di tutela, porzioni di territorio da destinare all’edificazione libera dall’obbligo di valutazione di impatto ambientale. Il risultato di tutto ciò è stato la realizzazione, prima ancora che il parco venisse “battezzato”, di un edificio, il maxi albergo ex Orex, oggi Iberotel, che Legambiente ha annoverato tra gli “ecomostri“ pugliesi. Non esattamente nel parco, in quanto l’area su cui sorge è stata “ritagliata” dal perimetro del parco e quindi ne è ufficialmente fuori; ma certamente in una posizione assai appetibile per i turisti (praticamente circondata dall’oasi naturalistica) – tanti turisti previsti (circa 1.600) – che non possono non arrecare alcun “disturbo” alle specie rare di piante ed animali che nel parco hanno il proprio habitat naturale.

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