Pdl regionale: 'sui nuovi ospedali rivedere la programmazione'

Bari. Lo sostiene il capogruppo del Popolo delle Libertà, Rocco Palese, per il quale bisogna fare chiarezza sulle nuove strutture da costruire in project financing

“Leggiamo che sui nuovi ospedali da costruire in Puglia, l’assessore Amati vuol procedere basandosi sulla legge 23 del 2008 (Piano della Salute) e sul numero di posti letto previsto all’epoca. Non può essere così perché quella legge è stata superata da quella recentemente approvata dal Consiglio regionale con il Piano di Rientro e i posti letto sono diminuiti”. Lo sostiene in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese. “Alle nostre perplessità e alla convinzione che bisogna accendere un faro sulla realizzazione dei nuovi ospedali in project financing – dice Palese – si aggiunge il fatto che non è possibile dar corso alla vecchia programmazione del 2008 quando nel frattempo una nuova legge regionale e il Piano di Rientro hanno cambiato tutto diminuendo il numero dei posti letto e prevedendo la chiusura di 18 ospedali”. “E’ chiaro – dice Palese – che la mappa degli 11 nuovi ospedali previsti nel 2008 e la loro dimensione va rivista alla luce della nuova situazione. Se Vendola, Fiore e Amati non si fermano, rischiano di aggiungere alla devastazione del presente anche quella del futuro. Continuiamo a chiedere che venga convocata quanto prima la commissione Sanità e che l’assessore Fiore venga a relazionare sui debiti delle Asl, sulla situazione del personale alla luce delle sentenze della Corte Costituzionale e, a questo punto, anche sull’elenco dei nuovi ospedali da costruire. Non è possibile che si continui a procedere alla cieca chiudendo, aprendo, tagliando e aggiungendo ospedali e posti letto senza alcun criterio, decidendo tutto nelle riunioni politiche di maggioranza più o meno carbonare e non seguendo invece i canali istituzionali delle commissioni e del Consiglio”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!