Che ne sarà del ‘Ferrari’

Casarano. Se ne è discusso nell’incontro di sabato scorso promosso dal movimento Fronte giovanile Pdl casaranese

CASARANO – Le ripercussioni del Piano di rientro della spesa sanitaria in Puglia sull’ospedale civile “Ferrari” di Casarano. E’ stato il tema del dibattito che ha avuto luogo sabato scorso presso l’auditorium del liceo scientifico “Vanini”. L’incontro è stato promosso e organizzato dal movimento “Fronte Giovanile PdL Casarano” al fine di stimolare un confronto tra soggetti. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Antonio Memmi, hanno preso parte il senatore Rosario Giorgio Costa, il coordinatore regionale PdL Rocco Palese, la vicesindaca del Comune di Casarano Francesca Fersino, il capogruppo consiliare PdL cittadino Giampiero Marrella e il presidente del Fronte Giovanile PdL Casarano Marco Lucrezio. Proprio Lucrezio ha dato il via ai lavori, illustrando le preoccupazioni sul futuro del presidio ospedaliero casaranese, richiamando le parti coinvolte ad una maggiore responsabilità e spronando le istituzioni presenti ad avvertire il peso della necessità per la cittadinanza di avere una struttura integra al 100%. Fersino che ha manifestato l’impegno del Comune di Casarano di mantenere i reparti già presenti ed ha focalizzato l’attenzione sul finanziamento di 14 milioni di euro stanziati per il nuovo reparto di Neurochirurgia, alienato dal piano di rientro sanitario e sulla limitazione d’azione per le altre unità operative dettate dalla ridotta competenza di carica. Una critica all’operato dell’amministrazione comunale è stata mossa dal consigliere Marrella il quale ha accusato il Governo De Masi di non aver fatto valere la propria posizione in sede regionale al fine di mantenere inalterati i reparti già esistenti. Palese è intervenuto in conclusione di dibattito affermando che il Piano regionale non garantisce l’apertura di Neurochirurgia così come di altri reparti, che pone difficoltà tecniche per la realizzazione della stroke unit ed impone la soppressione di alcune prestazioni sanitarie e la riduzione dei posti letto dettata.

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