Tasse universitarie. Studenti sul piede di guerra

Lecce. Previste per i prossimi giorni diverse iniziative di protesta contro l’aumento delle rette per gli iscritti

LECCE – Una fotopetizione dal titolo “Io non merito l'aumento”, un’operazione di intasamento della mail del rettore e delle assemblee di facoltà, un’iniziativa fuori dalle porte del rettorato. Sono le tre iniziative cui l’Udu, l’Unione degli studenti dell’Ateneo salentino, darà vita per chiedere di ridimensionare le tasse universitarie. La prima di queste iniziative consiste nel dimostrare al rettore e all'opinione pubblica che gli studenti non sono numeri con cui “fare cassa”, ma delle persone con un volto una storia e il sogno di un futuro migliore, sogno su cui si abbatte come una mannaia la politica economica del nostro ateneo. L'operazione “Intasiamo l'email del rettore” invece mira a far percepire all'amministrazione come il malcontento degli studenti sia in netta crescita e come questo modello economico getti un ombra oscura sugli studenti meno abbienti”. Per il CdA del 22 febbraio gli studenti si ritroveranno fuori al rettorato, per chiedere l'elemosina alla stessa amministrazione che ha deciso per l’aumento delle rette. A causa dell’aumento delle rette universitarie, gli studenti salentini sarebbero costretti, secondo i rappresentanti dell’Udu, a lasciare gli studi, o addirittura a non intraprenderli affatto. Se infatti negli anni scorsi l'unico criterio per poter accedere alle esenzioni era il reddito, da quest'anno è stato inserito un nuovo parametro: il merito. “Anche se a primo impatto questo requisito può sembrare lecito – commentano gli studenti – andando a guardare meglio i sistemi di tassazione, possiamo renderci conto di come esso aumenti la pressione fiscale solo alle fasce più povere. Pertanto per poter accedere alle esenzioni assegnate anche quest'anno su base di reddito, bisogna aver conseguito i criteri di merito”. Il merito quindi acquisirebbe la funzione di filtro per gli studenti di prima e seconda fascia, mentre per gli studenti ad alto reddito la tassazione rimarrebbe sostanzialmente invariata. Prendendo in considerazione le statistiche, gli studenti sottolineano come la maggior parte degli studenti iscritti all'Università di Lecce sia appartenente alle fasce di reddito più basse: la maggior parte degli iscritti avrebbe pertanto subito un aumento esponenziale delle rette. Un altro problema sollevato dall’Udu è la poca professionalità di alcuni docenti che impedirebbero, stando alle loro dichiarazioni, un regolare svolgimento delle sessioni di esami, provocando un impossibilità agli studenti di poter maturare i crediti formativi necessari per superare il filtro del merito. “Agli studenti salentini converrebbe andare a studiare altrove, dove sicuramente usufruirebbero di servizi nettamente migliori rispetto a quelli scarni e inefficienti offerti dall'Università del Salento”. L’Udu Lecce in questi giorni ha organizzato un servizio di monitoraggio e assistenza degli studenti, con il duplice scopo di spiegare gli aumenti e avere delle rilevazioni statistiche sugli effetti provocati alle famiglie a basso reddito dalla politica di tassazione messa in piedi dall’Ateneo. Il primo effetto tangibile emerso sarebbe proprio la rinuncia agli studi da parte di molti studenti. In allegato l’analisi realizzata dall’Udu sull’incidenza del criteri di merito sulle rate degli studenti.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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