Morte sospetta in carcere. Disposta una perizia

Lecce. Vincenzo Fazio, catanese di 51 anni, morì in cella il giorno dopo aver assunto un antipiretico. Due consulenti nominati dal giudice faranno chiarezza sull’accaduto

LECCE – Saranno due consulenti nominati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati, a far luce, attraverso un’articolata perizia, sulla morte di Vincenzo Fazio, il 51enne di origini siciliane deceduto nel carcere di Borgo San Nicola il 17 dicembre del 2007. Il giudice ha nominato come consulenti i professori Vittorio Fineschi e Matteo Di Biase dell’Università di Foggia, il primo specializzato in Medicina legale e il secondo in Cardiologia. Il giorno della morte Vincenzo Fazio, trasferito tre giorni prima a Lecce dal carcere di Catania, su provvedimento del Tribunale di sorveglianza, accusò forti dolori al petto. Fu quindi visitato nell’infermeria del carcere leccese, dove gli fu prescritto un comune antipiretico. Terminata la breve visita il detenuto fu rispedito in cella, dove, la mattina dopo, fu trovato privo di vita. L’autopsia, disposta dal sostituto procuratore della Repubblica, Maria Cristina Rizzo (oggi procuratore minorile), evidenziò un arresto cardiocircolatorio, oltre a una serie di patologie di cui il detenuto era già affetto. Nella successiva consulenza medica richiesta dal pubblico ministero, il consulente stabilì che la morte dell’uomo sarebbe sopraggiunta comunque in maniera repentina, anche se al termine della visita in infermeria fosse stato disposto il ricovero in ospedale. Per due volte l’accusa ha chiesto l’archiviazione del procedimento, in cui risultano iscritti come indagati due medici in servizio presso il carcere di Lecce. L’istanza è stata respinta in entrambi casi, ad aprile 2008 e gennaio 2010, dal gip. Alla richiesta di archiviazione si sono sempre opposti anche i parenti del detenuto, assistiti dall'avvocato Tania Rizzo, che chiedono sia fatta giustizia sulla morte del 51enne catanese. E’ stato proprio il gip Maritati a respingere, a gennaio scorso, l’ultima richiesta di archiviazione, chiedendo che fosse ricostruita rigorosamente la storia medica dell’uomo e le sue condizioni di salute all’arrivo nel carcere di Lecce, e di conoscere i nomi degli infermieri e del personale medico che lo visitarono. Da qui la necessità di affidare ai due consulenti l’analisi delle cartelle cliniche, dell’esame autoptico e di tutti gli altri accertamenti medici sostenuti da Fazio prima della morte.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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