Protocollo Antimafia: Taviano aderisce

Il Comune dice sì all’iniziativa, proposta dalla Prefettura di Lecce, di attuare “controlli preventivi nelle attività a rischio di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali”

Il Comune di Taviano, con delibera di Giunta n. 27 del 19 gennaio 2011 ha aderito all’iniziativa, proposta dalla Prefettura di Lecce, di attuare “controlli antimafia preventivi nelle attività a rischio di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali”. Obiettivo di tale scelta è tutelare l’economia legale, emarginando e contrastando le organizzazioni criminali, colpendole direttamente nei loro interessi. L’attuazione dei controlli (contemplata all’art.13, comma 4, del D.P.R. n.252/98) prevede che il Prefetto venga informato tempestivamente della pubblicazione del bando di gara, per poter svolgere gli accertamenti preliminari sulle imprese per le quali il rischio di tentativi di infiltrazione mafiosa, nel caso di partecipazione ai lavori, sia maggiore. Il Sindaco di Taviano, Salvatore D’Argento, precisa che “siamo consapevoli che al fine di colpire le organizzazione criminali infiltrate, così come suggerito dalla Prefettura, sia necessario applicare tutti gli strumenti posti a disposizione dall’ordinamento giuridico. Lo stesso presidente della Corte d’Appello Mario Buffa, in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha posto l’accento sulla minaccia d’infiltrazioni mafiose in appalti e servizi pubblici e di collegamenti tra amministratori pubblici e criminalità organizzata, confermando tale considerazione con il rapporto stilato dal procuratore Cataldo Motta sui pericoli presenti nella provincia di Lecce. Il mio auspicio è che si instauri una maggiore sinergia tra enti locali, forze istituzionali e organi di polizia giudiziaria per contrastare concretamente la criminalità organizzata e le entità imprenditoriali soggette a infiltrazioni mafiose. Questa Amministrazione continua a prestare la massima attenzione a quelle forme di controllo che, pur essendo facoltative, sono invece fondamentali per una corretta gestione della cosa pubblica, come l’adozione del controllo antimafia preventivo”. Per il sindaco l’azione di contrasto all’illegalità si concretizza con i comportamenti trasparenti degli amministratori e degli apparati burocratici gestori delle risorse economiche, nelle procedure di gara e nella predisposizione dei capitolati d’appalto. Per dare continuità a questo tipo di impostazione bisogna anche puntare al coinvolgimento delle nuove generazioni, ad esempio attraverso percorsi di prevenzione e formazione presso le scuole per diffondere la consapevolezza del rispetto delle regole e per discuterne attraverso momenti di confronto, in cui riaffermare la fondamentalità dei doveri costituzionali che sono l’ossatura della società e la garanzia dell’effettivo rispetto dei diritti. Ne è un esempio il progetto “Educazione alla legalità”, promosso dall'amministrazione, che ha affrontato i temi dell’educazione ambientale, del contrasto ai fenomeni di devianza minorile, l’educazione stradale e la lotta al randagismo. Articolo correlato Protocollo anticrimine: 'Nardò aderisca' (27 gennaio 2011)

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