Sbarchi nel Salento: individuati 30 migranti a Patù

 

Nonostante “tolleranza zero”, respingimenti e motovedette nei mari, il 2010 è stato l’anno della ritrovata consistenza del fenomeno. Anche in Puglia dove, in realtà, non si è mai interrotto

Ancora sbarchi nel Salento. Questa notte, a San Gregorio, nella marina di Patù del Capo di Leuca, sono approdati 30 migranti, verosimilmente afghani. La finanza di Otranto e Gallipoli li ha intercettati – mentre girovagavano – durante una perlustrazione iniziata a mezzanotte e conclusasi quasi due ore dopo. Nessuna traccia, invece, del natante con cui hanno raggiunto la costa. I profughi, fra cui due donne e due ragazzi, sono stati trasportati nel centro “Don Tonino Bello” di Otranto per essere identificati e curati. Numericamente, gli sbarchi nel Salento non hanno “la portata” di quelli che si stanno verificando, in queste ore, a Lampedusa e in Sicilia. Sulle nostre coste, tra l’altro, giungono sovente cittadini afghani (uno di loro morì sbattendo la testa), diversamente da ciò che accade in altri tratti geografici (compresa la Calabria) dove il flusso si origina dalle zone “calde” del Maghreb e dall’Africa del Nord. Solo ieri, hanno messo piede, sull’isola siciliana, oltre 1000 tunisini. È uno degli effetti della rivolta che ha portato al rovesciamento del regime del presidente Ben Ali. Gli afghani sono seguiti, a loro volta, da da iraniani, iracheni, curdi, armeni, che fuggono da paesi in guerra o dove sono calpestati i diritti. La traversata si origina in Grecia o in Turchia e a ciascun profugo, costa, in genere, cinquemila euro. Inoltre, il fenomeno che attualmente investe le coste salentine, non ha certo “la frequenza e il peso” che era possibile registrare 15 o 20 anni fa, quando la pressione migratoria aveva nazionalità albanese e spingeva verso il canale di Otranto, attraverso l’Adriatico. Il flusso, però, al di là di facili propagande, non si è mai interrotto. Anche in fase “tolleranza zero”, respingimenti e motovedette nei mari, il 2010 può considerarsi l’anno della ritrovata consistenza: lo si intuisce dalla frequenza delle notizie, dal numero di immigrati (circa 1500 nella provincia di Lecce, di cui oltre 500 sono minori non accompagnati) e anche dal numero di arresti di trafficanti. Solo l’ultimo degli episodi, si è verificato il 9 febbraio scorso con lo sbarco di 21 afghani sul litorale di Patù, nei pressi di Santa Maria di Leuca. I migranti, tra l’altro, non arrivano più su vecchi barconi, ma con veloci e potenti gommoni e yacht battenti bandiere occidentali come quella francese, olandese, statunitense, tedesca. Al loro interno, i clandestini sono stipati sottocoperta. La cronaca è testimone anche di questo cambiamento e a marzo, saranno passati già vent’anni dall’arrivo, nel porto di Brindisi, di oltre 10mila albanesi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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