La denuncia: 'sull'Italia Wave Festival, le ombre del lavoro nero'

Lecce. Lettera del consigliere regionale, Salvatore Greco, all'Ispettorato del Lavoro e alla Finanza del capoluogo salentino in cui si paventa la possibilità che siano pagati compensi di 20 euro al giorno a chi esegue lavori di manovalanza. L'evento, peraltro, è finanziato anche con fondi di amministrazioni pubbliche quali la Regione

“Mi risulta che qualcuno tra gli organizzatori dell’Italia Wave Love Festival stia cercando collaborazioni sul territorio regionale per realizzare l’evento, finanziato peraltro anche con fondi di amministrazioni pubbliche quali la Regione Puglia, e abbia proposto compensi di appena 20 euro al giorno per cinque giorni a chi eseguirà lavori di manovalanza e da ‘runner’. Per questo occorre che le istituzioni preposte alla tutela dei diritti dei lavoratori e della loro incolumità vigilino con particolare attenzione”. E’ questo il contenuto di una lettera che il coordinatore regionale della “Puglia prima di tutto”, Salvatore Greco, ha inviato questa mattina all’Ispettorato del lavoro e alla Guardia di finanza di Lecce. “Spiace che l’assessore Godelli – sostiene Greco – anziché rispondere nel merito di ciò che ho segnalato abbia preferito cedere all’insulto e alla reazione scomposta di chi sembra avere la coda di paglia. In questo c’è molto poco di comico: a meno di non voler ammettere che siano soltanto dichiarazioni di circostanza quelle che vengono mandate agli organi di stampa in occasione di incidenti sul lavoro o quando vengono scoperte realtà in cui le condizioni di lavoro sono pessime”. “E’evidente – spiega il consigliere regionale – che se fosse vero che si intende pagare venti euro al giorno e ‘a nero’ gli operai e gli addetti che saranno impiegati nella organizzazione dell’Italia Wave, questo sarebbe gravissimo, oltre che configurare un illecito: è per questo che avevo chiesto alla giunta di vigilare. Ora mi auguro ci penserà l’Ispettorato del lavoro e la Finanza”. “Quello che sfugge all’arroganza di chi crede che la cosa pubblica possa essere gestita a uso privato della propria parte – prosegue – è che le regole valgono per tutti, non soltanto per gli avversari, e la responsabilità di chi amministra comincia dalla pretesa del rispetto della legge e delle persone: odii nei confronti del Salento o chissà quali invidie, ipotizzati dall’assessore, quelli sì, fanno sorridere, perché sono la reazione di coloro ce guardano il dito mentre qualcuno indica la luna”. “Mi auguro – conclude Greco – che la notizia che mi è giunta non corrisponda al vero, preferisco essere certo che tutto sarà organizzato secondo la legge: ma chiedere alle autorità compententi un supplemento di attenzione, a tutela dei lavoratori, non credo sia reato. Peccato che Godelli non sia d’accordo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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