‘La Fiorita’. Prescritti 36 capi di imputazione. Fitto: ‘Preferisco l’assoluzione’

Bari. La prescrizione cancella 36 dei 91 capi di imputazione del processo “La Fiorita” su tangenti e sanità. Il ministro dichiara di volervi rinunciare. “Voglio essere giudicato nel merito”

BARI – 36 dei 91 capi di imputazione in discussione nell’ambito del processo “La Fiorita”, che vede tra i 60 imputati anche Raffaele Fitto, ministro per gli Affari regionali, sono ormai prescritti. Lo ha annunciato ai giudici nell’udienza di stamattina il pm Renato Nitti. Si tratta in buona parte dei capi di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Prescritto anche il reato di istigazione all'abuso d'ufficio contestato a Fitto. L’attuale ministro resta accusato di due episodi di corruzione, due di falso, finanziamento illecito ai partiti e peculato. I fatti che gli vengono contestati risalirebbero al periodo 1999-2005. Secondo l’accusa, l’allora presidente della Regione Puglia avrebbe ricevuto una mazzetta da 500mila euro dall'editore romano Giampaolo Angelucci per l'illecito finanziamento al partito “La Puglia prima di tutto“. Il procedimento riguarda l'esistenza di un presunto accordo illecito finalizzato ad assicurare alla società “La Fiorita” le concessioni di servizi di pulizia, sanificazione ed ausiliariato da parte di enti pubblici e di Asl pugliesi, e l'affidamento di un appalto da 198 milioni di euro ad una società di Angelucci per la gestione di 11 Residenze sanitarie assistite “Ho sempre voluto difendermi nel processo con gli strumenti dati dalla legge – ha dichiarato il ministro – ed intendo manifestare tutto il mio disagio nel sentirmi ancora accusato di associazione a delinquere, reato dal quale la Cassazione mi ha definitivamente assolto. Quanto alla prescrizione che mi riguarda – ha concluso – intendo rinunciarvi. Perché preferisco essere assolto nel merito”. 20 gennaio 2011 Fitto prosciolto: la solidarietà di Gabellone La Cassazione conferma il secondo grado: cadono le accuse di concussione e associazione a delinquere. Fitto sarà processato per corruzione, peculato e illecito finanziamento “La decisione della Corte di Cassazione che ha confermato ancora una volta tutto l'impianto della sentenza di proscioglimento del Ministro Raffaele Fitto, già emessa dal Gup di Bari l’11 dicembre 2009, conferma “la rettitudine e la capacità morale e politica del Ministro dei Rapporti con le Regioni”. Così il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, deciso ad esprimere la“soddisfazione personale e quella dell’Amministrazione Provinciale tutta per l'importante e cristallina decisione dei giudici di Cassazione, che confermano l'integrità, la correttezza istituzionale e amministrativa dell’esponente salentino del Governo Nazionale; qualità che mai erano state messe in discussione, ma che la Procura di Bari ha inteso adombrare addirittura con una richiesta di custodia cautelare, riconosciuta oggi illegittima, che arrivò al culmine di un’indagine protrattasi per 5 lunghi anni, dal 2003 al 2008. Sottolinea soprattutto Gabellone come,“la sentenza della Cassazione, che conferma quella del Gup, vada ben al di là del semplice proscioglimento: riafferma come Raffaele Fitto non sarebbe mai dovuto essere neppure indagato per i reati a lui contestati. “Il Ministro Fitto – conclude Gabellone -–prosegua nella sua incessante azione governativa, destinata a rilanciare il Mezzogiorno ed il nostro Salento, così come ha fatto anche in questi mesi in cui non sono ovviamente mutate né le condizioni di fiducia estrema nei confronti della giustizia né l’impegno profuso per lo sviluppo della nostra terra”. 19 gennaio 2011 – Tangenti: la Cassazione conferma il proscioglimento di Fitto La Cassazione ha confermato, ieri sera, il proscioglimento del ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, dai reati di associazione per delinquere e concussione, così come aveva già disposto il gup di Bari nel dicembre 2009. La Suprema Corte ha così sciolto la riserva sul ricorso presentato dalla procura di Bari contro il proscioglimento dell'ex presidente della Regione Puglia da alcuni reati, nell'ambito del processo denominato “La Fiorita”. Ha però disposto un nuovo esame del gup di Bari sulla sussistenza di due episodi di falso dai quali Fitto era già stato prosciolto. Restano in piedi i capi di imputazione di corruzione con aggravanti, corruzione di pubblico ufficiale e concorso. Articoli correlati: Tangenti. Chiesto il processo per Fitto (13 ottobre 2009) Fitto rinviato a giudizio per corruzione. “Prosciolto dalle accuse più infamanti” (11 dicembre 2009)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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