Donne lavoratrici. Un milione e mezzo dalla Regione

Bari. Stamattina la firma del protocollo Regione-Ebap. Al via il percorso di istituzione del tavolo sulle politiche di conciliazione vita-lavoro

Il primo passo è stato compiuto. La firma del protocollo d’intesa tra Regione Puglia ed Ebap, Ente bilaterale artigianato Puglia, presidente Dario Longo, ha dato ufficialmente il via, stamattina, al percorso che porterà al tavolo di lavoro sulle politiche di conciliazione vita-lavoro sostenute dall’assessorato al Welfare, che fa capo ad Elena Gentile. Il finanziamento di un milione 500mila euro da parte della Regione permetterà di dare concretezza ai processi di conciliazione vita-lavoro e, alle donne occupate, dipendenti o imprenditrici, di usufruire di strumenti di flessibilità nel lavoro. Il budget regionale verrà incrementato grazie al co-finanziamento degli Enti bilaterali costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro) interessati a prendere parte alla sperimentazione. “Si tratta di un passo importante nel percorso di potenziamento delle risorse locali – ha dichiarato l’assessore Gentile –, intrapreso già da tempo dalla Regione, nell’ottica della concreta applicazione del principio di sussidiarietà tra soggetti istituzionali e partenariato sociale e della piena valorizzazione delle rispettive competenze”. La misura permetterà alle lavoratrici che intendano ricorrere all’astensione facoltativa per maternità, al part time per motivi di cura o ai congedi di cura familiare, di ottenere un’integrazione al reddito o un’integrazione contributiva previdenziale. // Le integrazioni previste In particolare, per le donne occupate nei settori di riferimento degli Enti bilaterali che aderiranno all’iniziativa, sono previste tre tipologie di integrazione: le madri in astensione facoltativa potranno fruire di un’integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso per un periodo massimo di otto mesi; le lavoratrici madri, che ricorrono al part time nei primi tre anni di vita del bambino, hanno diritto a un’integrazione contributiva previdenziale per il versamento del 100% dei contributi; le lavoratrici in congedo potranno godere di un’integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso. // Enti bilaterali. Chi si può candidare Possono presentare la propria candidatura per la gestione della presente azione gli Enti bilaterali che siano in possesso dei seguenti requisiti: – disponibilità a co-finanziare l’iniziativa in quota pari ad almeno il 50% delle risorse pubbliche; – esperienza nello svolgimento di compiti di interesse pubblico nell’ambito delle funzioni attribuite dallo Statuto; – conoscenza del fabbisogno di strumenti di conciliazione espresso dalle donne lavoratrici nella Regione; – competenze specifiche nell’ambito della struttura organizzativa dell’associazione o Ente, con particolare riferimento ad interventi specifici a supporto dei lavoratori e delle lavoratrici; – capacità organizzative, competenze e professionalità adeguate allo svolgimento dei compiti previsti dal presente avviso. Articolo correlato: Conciliazione vita-lavoro: 1 milione di euro dalla Regione (4 febbraio 2011)

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