Luci (salentine) a Taipei

LA STORIA DELLA DOMENICA. Dal Salento alla Cina. Le luminarie della ditta “Luminarie Cesario De Cagna”, di Maglie, hanno illuminato le strade e le piazze di mezzo mondo. Nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio erano in Taiwan per il Capodanno cinese

TAIPEI CITY – E’ stata una festa in piena regola. Sfilate di dragoni, concerti, lotterie e spettacoli pirotecnici non hanno deluso le aspettative dei milioni di cinesi che hanno salutato, nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio, l’inizio dell’anno del Coniglio. Tutto si è svolto come da tradizione, nelle affollate strade di Taipei City, capitale di Taiwan. Tutto o quasi. Qualcosa di diverso rispetto alle altre edizioni della cerimonia, in effetti, c’è stato. Il Capodanno cinese, il “Chun Jie”, ha infatti brillato quest’anno sotto gli allestimenti luminosi made in Salento, firmati dalla ditta “Luminarie Cesario De Cagna” di Giuseppe De Cagna, di Maglie. Non nuova a trasferte fuori nazione. L’azienda, che esporta la luce in tutto il mondo, ha realizzato per la Cina un allestimento tipicamente salentino fatto di archi, rosoni e spalliere illuminate da migliaia di luci colorate, sostenute dai caratteristici pali in legno. Una sorta di festa patronale del Sud Italia elevata a potenza per dimensioni, partecipazione, quantità di piccole lampadine colorate. Una scenografia che ha catturato l’attenzione dei media di terra cinese che hanno immortalato sui siti internet, in tv e sui quotidiani locali le maestose parature. “La luce è uno straordinario mezzo creativo – afferma Giuseppe De Cagna – in grado di sottolineare e far risaltare le geometrie degli edifici e le forme dell'arte; è soggetto attivo di un linguaggio espressivo variamente modulabile. E' un segno carico di significati che trasmette emozioni difficilmente comunicabili. La luce disegna e modella spazi, atmosfere, profondità strutturandosi come elemento costruttore di luoghi, tempi e rapporti”. A marzo, la ditta De Cagna sarà a Valencia, in Spagna, per la tradizionale “Fallas Sueca” per la quale ha già in programma un impianto maestoso. // Una storia “luminosa” La ditta De Cagna si forma per la prima volta, nel 1930, quando nonno Giuseppe, acquista il materiale dalla ditta presso la quale aveva lavorato come capo operaio. Le luminarie erano a carburio o ad olio e non si usava ancora l’energia elettrica, che fece la sua apparizione per la prima volta nel 1965. Il trasporto del materiale avveniva con i carretti trainati dai cavalli, e gli operai raggiungevano il luogo del lavoro con le biciclette. Nel 1968 nonno Giuseppe viene affiancato dal figlio Cesario (il padre di Giuseppe, l’attuale amministratore dell’azienda) che innova i sistemi di lavoro che pur restando sempre artigianali sono più all’avanguardia: ora si usa l’energia elettrica e le luminarie diventano quindi più sfarzose (più ricche di lampadine). Cesario è un ebanista mobiliere; le luminarie le disegna e costruisce da sé traendo ispirazione soprattutto dal barocco leccese. Quando nonno Giuseppe muore, nel 1985 accanto a Cesario subentra Giuseppe. Del nonno non porta solo il nome ma anche una passione per i lavori di luce che fa parte del suo dna. Le grandi soddisfazioni arrivano già nel 1987 quando la LCDC viene chiamata ad allestire delle luminarie in America a Houston Texas, dove riceve il premio da parte dell’America Istitute of Architectes per il miglior arredo urbano. Da questo momento i successi si susseguono uno dopo l’altro. Così come le trasferte, i viaggi in Europa ed in giro per il mondo. Oggi l’azienda è amministrata da Giuseppe e dai suoi fratelli Ermes, Boris ed Herry. // In principio è un pezzo di legno Partendo da un pezzo di legno d'abete, gli artigiani di LCDC lo lavorano sino ad ottenere un vero e proprio ricamo, su disegni sempre nuovi pur nel rispetto della tradizione pugliese. I pezzi sono creati e arricchiti da migliaia di lampade e, montati tutti insieme, possono ricreare: una Galleria(insieme di archi) riproducendo le navate di chiese, con aggiunta di tendaggi; un frontone, che richiama facciate di chiese e castelli; una cassarmonica, che è come l'interno di un teatro, dove si possono esibire i concerti bandistici. Le luminarie LCDC sono disegnate e realizzate esclusivamente da Cesareo De Cagna; i figli, ovvero Giuseppe ed i suoi fratelli ne curano il montaggio, lo smontaggio e la manutenzione. // Innovazione e rispetto per l’ambiente Non ci sono solo tradizione e maestria nelle luminarie della ditta De Cagna. Anche tecnologia ed innovazione. “La nostra azienda – spiega Giuseppe – è molto attenta al rispetto dell'ambiente ed al risparmio energetico. Lo scorso luglio abbiamo presentato, a Scorrano, la nuova lampada a 3 led (light emitting diode), portando a conclusione il cammino iniziato nel 2006, quando abbiamo realizzato il primo allestimento, una galleria, interamente in led, raggiungendo risultati inaspettati, soprattutto per ciò che concerne la luminosità della lampada a led a luce calda (Warm White). Quindi, terminato il processo di sviluppo della lampada a 3 led, ora inizia il processo di sostituzione della lampada ad incandescenza sulle strutture. Sulle nuove verranno direttamente installate le lampade a led, mentre sulle strutture già esistenti le lampade verranno sostituite progressivamente”. La rivoluzione è nei consumi di energia: con una lampadina tradizionale si produce un consumo di 800 Kwt; con la nuova lampada a led di solo 70 Kwt. “Un risultato – commenta De Cagna – che nel campo della luminaria tradizionale salentina apre nuovi scenari sino a ieri impensabili, con problematiche di gran lunga inferiori da affrontare nella realizzazione di manifestazione”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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