‘Poker 2’. 31 provvedimenti di conclusione indagini

Lecce. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla raccolta illecita delle scommesse on-line. Il sistema avrebbe avuto ramificazioni in tutta Italia

LECCE – Trentuno provvedimenti di conclusione delle indagini preliminari sono stati notificati nell’ambito dell’inchiesta condotta dagli uomini della Guardia di finanza del Comando provinciale di Lecce, in particolare dal Gico (Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata), e denominata “Poker 2”. Si tratta di uno dei filoni, quello riguardante i gestori dei centri di scommesse illecite, di un’indagine unica nel suo genere non solo per complessità ed estensione, ma soprattutto perché va a scandagliare un settore ad alto rischio di infiltrazione criminale come quello delle scommesse. Al centro dell’inchiesta un giro di scommesse clandestine da centinaia di milioni di euro, ramificato in tutto il territorio nazionale con oltre 500 agenzie. Un fiume di denaro in cui sarebbero confluiti, per essere riciclati, anche i proventi di attività illecite riconducibili ad organizzazioni criminali e mafiose. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce ed avviata alla fine del 2008, ha portato le fiamme gialle a svolgere un’approfondita attività di analisi di tutti i centri di raccolta di scommesse presenti nella provincia. Nel corso di questo monitoraggio, la finanza ha scoperto la presenza di una società di capitali austriaca, con sede legale ad Innsbruck, la GoldBet, che, priva delle concessioni rilasciate dall’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, avrebbe promosso ed organizzato, su gran parte del territorio italiano, un sistema illegale di raccolta di scommesse on-line su eventi sportivi, avvalendosi di una fitta rete di agenzie. Si tratta, come ha spiegato il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, di un sistema piramidale, che partendo dall’Austria, si dirama attraverso livelli intermedi in ambito regionale (master), poi, provinciale, con le cosiddette “super agenzie”, che in provincia di Lecce raccoglievano una cinquantina di sedi. Una vera holding delle scommesse clandestine, perfettamente organizzata, con un giro d’affari di denaro contante notevolissimo. Il sistema avrebbe avuto ramificazioni in Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Puglia e Sicilia. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla raccolta illecita delle scommesse on-line su eventi sportivi. 9 novembre 2010 Operazione Poker2. Indaga la Finanza Negato dal Tribunale del Riesame di Lecce il dissequestro di tutti i beni sequestrati durante l'operazione “Poker2”, ma l'attività d'indagine continua. La sera scorsa, i finanzieri della compagnia di Gallipoli hanno posto i sigilli a un centro di Parabita, gestito da un 30enne del posto, trovato privo di autorizzazioni. Per lui, è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce per il reato di esercizio di scommesse clandestine. Le fiamme gialle, l’assenza di autorizzazioni, hanno perquisito il centro e sequestrato sei personal computer e tre stampanti termiche, oltre due monitor, due televisori, materiale pubblicitario riferito a eventi sportivi e la somma di 458,00 euro, proventi dell’attività illecita. 18 ottobre 2010 – Scommesse illegali on line: iniziati gli interrogatori Interrogatorio fiume per uno dei 26 indagati destinatario del decreto di perquisizione e sequestro. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere con aggravante mafiosa e iimpiego di denaro di provenienza illecita. Al centro dell'interrogatorio, svoltosi alla presenza del legale dell'indagato e della Finanza di Lecce, le agenzie della Godbet: raccolta di scommesse, gestione del server, movimenti societari, cenno a infiltrazioni mafiose. L'indagine avrebbe permesso di ricostruire la rete di agenzia diffusa a livello nazionale che avrebbe gestito il giro. Punto di riferimento nel Salento sarebbe stato Saulle Politi, indicato come esponente del clan Tornese, cui è stato sequestrato il patrimonio. Intanto, a seguito dell'operazione “Poker 2”, su Facebook sono comparsi insulti contro il capo della Procura, Cataldo Motta. 15 ottobre 2010 – Scommesse illegali on line: 500 gli indagati Sono in corso, dalle prime luci dell’alba, 47 perquisizioni in Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Puglia e Sicilia, presso i domicili e i locali nella disponibilità di 26 soggetti appartenenti, a vario titolo, ad un’associazione criminosa dedita alla illecita raccolta delle scommesse on-line su eventi sportivi. L’operazione “Poker 2”, avviata verso la fine del 2008, ha portato le Fiamme Gialle a investigare una società di capitali austriaca, con sede legale a Innsbruck che, priva delle previste concessioni rilasciate dall’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ha promosso e organizzato, su gran parte del territorio italiano, un sistema illegale di raccolta di scommesse telematiche su eventi sportivi, avvalendosi di una fitta rete di agenzie (500 quelle ad oggi censite dai finanzieri) che introitavano centinaia di milioni di euro dagli scommettitori ed i cui gestori sono stati denunziati. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e sviluppate anche con il supporto del servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata (scico) di Roma della Gdf, hanno consentito di provare il diretto interesse al settore da parte della criminalità organizzata, poichè un pregiudicato salentino, condannato con sentenza irrevocabile per associazione a delinquere di stampo mafioso, è risultato controllare un considerevole numero di agenzie della specie in diverse regioni d’italia. Si tratterebbe di Saulle Politi, 38 anni, di Monteroni, già condannato (416/bis) per la vicinanza al clan Tornese, organizzazione tra le più in vista della Sacra corona unita. Politi, stando a quanto appurato dagli investigatori, gestiva una serie di attività economiche, tra le quali ben 50 agenzie di scommesse, tanto da creare una vera e propria “Rete Politi” A suo carico e dei suoi familiari prestanome (indagati per riciclaggio e reimpiego di denaro “sporco”) sono stati eseguiti sequestri di beni per un valore di oltre 4 milioni di euro. Ora Politi è è ora destinatario del provvedimento di sequestro preventivo di un supermercato a Monteroni (intestato al fratello Francesco), di immobili e società legate sempre al mondo delle scommesse, come la Capitan uncino”, sempre a Monteroni e la “Gogo game”. Come detto, i beni risultano intestati ai familiari. Il sequestro preventivo messo in atto dalla procura leccese è la confisca non dei beni direttamente proventi dal reato, ma quelli patrimoniali sospettati appartenere ad un’organizzazione mafiosa. Con la collaborazione dell’Interpol, sono contestualmente in corso, in Austria, sulla base di iniziative rogatoriali, sequestri sui conti della società estera oggetto d’indagine.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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