Rifiuti, allarme discariche. ‘La criminalità agisce nelle emergenze’

Bari. La Commissione parlamentare sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti evidenza il fallimento della differenziata in Puglia e la grave assenza di impianti. “La criminalità interviene quando ci sono emergenze”

“La criminalità non agisce nel settore dei rifiuti, ma interviene quando c'è l'emergenza. Però c'è allarme per le discariche, per la differenziata che non parte e le strutture ancora ferme”. E’ la conclusione alla quale è giunta la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, dopo due giorni di incontri, a Bari, con enti, istituzioni ed associazioni ambientaliste. Le dichiarazioni sono quelle del vicepresidente della Commissione, Candido De Angelis, che corregge in parte quanto affermato ieri dal presidente della Commissione Gaetano Pecorella il quale, pur puntualizzando di trovarsi solo nella fase iniziale delle audizioni, aveva escluso la presenza di infiltrazioni mafiose nella gestione dei rifiuti. Le infiltrazioni della criminalità ci sarebbero, invece, ma solo nelle condizioni di emergenza rispetto al normale ciclo dei rifiuti, determinate, ad esempio, dalla carenza di impianti. De Angelis evidenzia ifatti una raccolta differenziata in Puglia ferma al 15% e la grave assenza di impiantistica”. “Mercoledì prossimo – aggiunge – capiremo meglio dal presidente Vendola se c'è un piano strategico per i rifiuti”. Michele Emiliano, sindaco di Bari, ascoltato oggi, attribuisce alla Regione i ritardi nelle strutture per la raccolta rifiuti e nella differenziata. “Noi abbiamo un livello elevato di raccolta differenziata – ha spiegato -, abbiamo l'impianto di biostabilizzazione che consente la separazione del secco dall'umido, stiamo per realizzare un impianto di cdr, ma non sappiamo ancora come chiudere questo ciclo perché la scelta della Regione Puglia di realizzare un termovalorizzatore a Modugno, è bloccata da vicende giudiziarie e credo anche da forti polemiche politiche. I finanziamenti che riceviamo da Regione e Provincia per promuovere la differenziata – ha aggiunto – sono ancora a spot mentre noi avremmo bisogno di un programma di durata triennale o quadriennale per arrivare agli obiettivi della Unione europea fissati al 50%”. 27 gennaio 2011 Rifiuti. ‘In Puglia non c'è mafia, ma malcostume’ In Puglia non vi sarebbe la criminalità organizzata nella gestione dei rifiuti. Lo ha sottolineato a Bari Gaetano Pecorella, presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, il quale ha riscontrato la presenza di fatti illeciti ma non collegabili ad una organizzazione di stampo mafioso come in altri territori del Paese. Le dichiarazioni di Pecorella contraddicono quanto affermato nel dicembre scorso dalla Commissione bicamerale presieduta da Giuseppe Pisanu, che, al termine della due-giorni di audizioni, aveva evidenziato infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici ed in particolar modo nel settore della green economy. Già la relazione semestrale della Dia del gennaio-giugno 2010, aveva sottolineato come in Puglia la mafia andasse ricercata negli appalti pubblici in ambito edile, la sanitario, della gestione rifiuti e delle energie rinnovabili. “Come dimostrano diverse inchieste – si leggeva nella relazione – più volte in Puglia la magistratura ha dimostrato le infiltrazioni mafiose nell'affare rifiuti”. Pecorella ha precisato di trovarsi ancora in una fase iniziale dell'audizione (la Commissione sarà a Bari anche oggi) ma ha anticipato: “Direi che gli elementi più rilevanti sono due: il primo è che non sembra che vi sia una presenza organizzata della criminalità per la gestione dei rifiuti; l'altro aspetto è la criticità in cui si trova la Procura della Repubblica che pure ha svolto un importante lavoro”. Le affermazioni di Pecorella sono arrivate dopo che questi ha ascoltato tra gli altri, il prefetto e il questore di Bari, Carlo Schiraldi e Giorgio Manari, e il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati. Ma la Puglia “può essere interessante come luogo di trasporto – ha aggiunto – luogo di ingresso e uscita di rifiuti come i magistrati ci hanno segnalato”; una sorta di territorio di passaggio; pertanto il problema, “più che essere un problema locale – ha detto – si delinea come un problema di trasferimento attraverso la Puglia dei rifiuti. Quello che ci ha anche colpito per i dati che ci sono stati forniti – ha concluso – è che sarebbe completamente scomparsa la criminalità organizzata in Puglia dal punto di vista riguardante la Sacra corona unita”. Il giudizio di Pecorella sul lavoro svolto dalla procura di Bari è positivo: “L'abbiamo visto anche sui dati del sequestro del materiale illecito, che è diminuito. Quindi vuol dire che è riuscita a incidere e tuttavia ha denunciato sia esigenze relative al numero dei sostituti sia manchevolezze normative che potrebbero essere corrette. Noi porteremo al Parlamento questo messaggio”. Oggi, al termine dell'ultima audizione, nel corso della quale sarà ascoltato il sindaco di Bari, Michele Emiliano, si farà il punto della situazione. La settimana prossima a Roma, invece, sarà ascoltato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Articolo correlato: Antimafia: infiltrazione nel settore della green economy

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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