Energie rinnovabili. Stefàno: ‘Non sono tutte uguali’

Secondo l’assessore è necessario una pianificazione dello sviluppo delle energie rinnovabili. Presto un Consiglio sulle biomasse nel Salento

“La Provincia di Lecce non può che apprezzare l’interessamento del Ministro Zaia, che in queste ore ha prefigurato per il territorio delle Serre Salentine il riconoscimento dello status di ‘paesaggio rurale storico’”. Sono le parole con cui Gianni Stefano, assessore provinciale alla Gestione territoriale e alle Politiche energetiche, commenta l’indagine condotta dal ministero, che ha attribuito all’area delle serre salentine un certificato di istintività rispetto ad altri territori e che certifica come quella parte del territorio pugliese possa essere espressione di valore del mondo rurale regionale. “Così come tutto il nostro paesaggio – continua Stefano -, anche quello delle ‘Serre Salentine’ è una stratificazione millenaria del lento passaggio dell’uomo e della natura, della loro azione, e per questo deve essere tutelato così come la Provincia si è prefissata di fare. Sin dall’avvio della nuova Legislatura, l’Amministrazione provinciale ha sempre inteso avere un ruolo centrale di coordinamento per la pianificazione dello sviluppo delle energie rinnovabili. Per questo – aggiunge l’assessore – abbiamo dato specifici indirizzi conservativi del nostro territorio ai sindaci e alle amministrazioni locali, almeno per ciò che riguarda l’utilizzo del fotovoltaico a terra. Ma è questa l’occasione per ricordare come sia proprio nelle mani dei sindaci, degli amministratori dei singoli comuni, lo strumento più grande per regolamentare ogni insediamento ed evitare quelli selvaggi: spettano solo ai comuni le modifiche dello strumento urbanistico per destinare i terreni a insediamenti di energia alternativa. Utilizzando bene e subito queste competenze si possono evitare ulteriori scempi paesaggistici”. Poi Stefano aggiunge una nota polemica nei confronti dell’Amministrazione regionale alla quale chiede una più precisa regolamentazione in materia energetica. “Il tutto – dice – sullo sfondo di una politica energetica regionale incoerente, che da una parte caldeggia e agevola lo sviluppo delle fonti di energia alternativa, dall’altra non tiene conto delle necessità e delle esigenze dei territori. Per questo auspichiamo una maggiore regolamentazione della materia, soprattutto dalla Regione Puglia”. Inoltre l’assessore sottolinea come le forme di energia, anche se da fonti rinnovabili, non sono tutte uguali e, pertanto, non tutte da perseguire con leggerezza. “Non trascuriamo – dice – il fatto che il nostro territorio non può prestarsi a insediamenti di tutte le fonti di energia alternative: così come pensato, solo per citare un esempio, il mega-eolico non può ritenersi compatibile con la conformazione del nostro paesaggio e con le attese di sviluppo della nostra terra. Non possiamo trasformare il Salento in un ‘puntaspilli’, perderemmo il bene primario del suo sviluppo: il paesaggio. Anche sulle altre fonti di energia alternativa la Provincia è pronta e vigile al loro utilizzo: il prossimo Consiglio provinciale – conclude – si esprimerà sull’utilizzo delle biomasse nel Salento, in maniera tale da consentire impianti a filiera esclusivamente corta e alimentati da biomassa locale”.

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