Autisti di ambulanza: 'tutelare i lavoratori'

Per Buccoliero, all'Asl di Lecce, è necessario far scorrere la graduatoria esistente, senza generare disparità di trattamento

Ripristinare, nell’Asl di Lecce, la regolarità delle chiamate della figura professionale di “autista di ambulanza”, facendo scorrere la graduatoria esistente e senza generare disparità di trattamento, nonostante la triste consapevolezza di come la situazione in questione rappresenti una “guerra tra poveri”. È questo l’oggetto dell’interrogazione urgente a risposta scritta che il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, ha presentato all’assessore alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore. L'interrogazione Scrive Buccoliero: “Premesso che • Con disposizioni dell’Assessorato regionale alle Politiche della Salute veniva disposto alle Asl regionali di assicurare la continuità dei servizi al fine di rispettare i Livelli Essenziali di Assistenza con particolare riferimento a quelli relativi all’emergenza urgenza sanitaria Tenuto conto che • Per ottemperare a tale disposizione la Asl di Lecce provvedeva, con Deliberazione n° 3925 del 30 dicembre 2010, a monitorare il personale a tempo determinato in scadenza di contratto, provvedendo di conseguenza alla sua riconferma; • Il provvedimento in esame, tuttavia, generava disparità di trattamento per il personale con profilo professionale “autista di ambulanza”, perché confermava nell’incarico gli attuali autisti senza scorrere come aveva fatto in precedenza, la graduatoria esistente; • Tale provvedimento nuoce sia agli autisti che avevano cessato precedentemente l’incarico perché non era stato rinnovato loro l’incarico per la necessità di far scorrere la graduatoria, sia quelli che seguono in graduatoria che non sono stati chiamati o dovranno attendere tempi superiori per avere uno striminzito incarico semestrale; l’interrogante chiede di ripristinare la regolarità delle chiamate facendo scorrere la graduatoria esistente degli autisti di ambulanza, pur riconoscendo che la descritta situazione è classificabile come “guerra tra poveri”.

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