Salento senza Pet. Il Pdl: ‘E’ una vergogna’

Le reazioni di Rocco Palese e altri del Pdl all’interruzione dell’erogazione di Tac-Pet presso il Centro Calabrese

Dal primo gennaio il Centro di Medicina Nucleare Calabrese ha bloccato l’erogazione di Tac-Pet in convenzione con il sistema sanitario regionale. Chi ha bisogno di eseguire quella che è una prestazione “salvavita”, necessaria per diagnosticare con certezza un tumore e seguirne l’evoluzione, quindi fissare la cura più idonea, deve pagare di tasca propria. Quanto? Dagli ottocento ai mille euro. A Cavallino perciò la Tac-Pet c’è e funziona, ma solo a pagamento. L’alternativa per gli oltre cento pazienti in lista d’attesa, una lista d’attesa formatasi in meno di due settimane, è andare in una delle altre Pet fuori provincia: a Brindisi, Bari o San Giovanni Rotondo. Affrontare disagi, ulteriori costi e aspettare mesi. La notizia ha scatenato forti reazioni politiche: per Rocco Palese, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale si è“costretti a sospendere l’erogazione di prestazioni Pet-Tc richieste dai medici di famiglia e dai presidi ospedalieri dell’Asl Lecce in quanto né la Regione Puglia né l’Asl Lecce hanno provveduto a rimborsare al Centro le centinaia di prestazioni dal medesimo erogate in regime di accreditamento”. Immediata anche la protesta delle decine di pazienti in attesa di poter effettuare l’importante esame “salvavita” presso la struttura di Cavallino; protesta subito rilanciata dal Tribunale dei diritti del malato e dal Codancons di Lecce. Ieri infine anche i consiglieri regionali salentini del centrodestra al gran completo hanno denunciato la “vergogna dell’assenza di una Pet pubblica nel Salento”. Rocco Palese, Antonio Barba, Erio Congedo, Roberto Marti, Mario Vadrucci (del Pdl) e Andrea Caroppo (La Puglia Prima di Tutto) hanno anche tuonato contro una situazione “aggravata, ormai da 11 giorni, dal fatto che la Giunta Vendola non garantisce ai cittadini neanche la possibilità di usufruire dell’unica Pet disponibile, presso una struttura privata convenzionata con la Regione ma alla quale la Regione non è più in grado di rimborsare le prestazioni”. La storia dell’unica Pet-Tc presente in provincia di Lecce è del resto tortuosa e paradossale: dopo un lungo iter burocratico, ricorsi al Tar e il definitivo giudizio del Consiglio di Stato, finalmente l’azienda privata accreditata Centro di Medicina Nucleare Calabrese ha ricevuto il 13 luglio 2010 dall’Asl di Lecce il definitivo a osta e ha così potuto inaugurare questa sofisticata apparecchiatura. Da allora sono stati eseguite oltre mille Tac-pet, oltre ad alcune effettuate per i ricoverati presso ospedali pubblici. Finora le uniche Pet rimborsate. “E’ inaccettabile – dicono i consiglieri di centrodestra – che una popolazione di circa 800mila persone, resti senza una Pet, che come si sa è un esame indispensabile per approfondire la natura del tumore. Con tutti gli sprechi che continuano ad esserci nella sanità vendoliana e dopo anni di promesse sul fatto che ogni provincia della Puglia avrebbe avuto una Pet pubblica, ad oggi i cittadini del Salento se vogliono sottoporsi alla Pet sono costretti o ad andare fuori o a pagarla di tasca loro”.

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