Omicidio Ingrosso: fermata la moglie

L'avrebbe ucciso a martellate dopo una banale lite e poi avrebbe cercato di distruggere e occultare il cadavere con l'aiuto del padre. Fermata stanotte, dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce, la moglie di Antonio Ingrosso, Maria Grazia Greco

Ci sarebbe una tragica quanto banale lite familiare dietro l’omicidio di Antonio Ingrosso, l’artigiano di 45 anni originario di Torchiarolo brutalmente assassinato, il cui cadavere è stato ritrovato domenica mattina a Casalabate. Nella notte, i carabinieri del Comando provinciale di Lecce, hanno fermato, con l’accusa di omicidio volontario e concorso in vilipendio e occultamento di cadavere, la moglie della vittima, Maria Grazia Greco, di 46 anni. Sarebbe stata lei a uccidere Ingrosso dopo una lite scoppiata per futili motivi. La donna avrebbe impugnato un martello e colpito per ben quattro volte al capo il marito sfondandogli letteralmente il cranio. Una volta consumatasi la tragedia, la donna avrebbe cercato di cancellare ogni traccia dell’omicidio chiedendo l’aiuto del padre. I due avrebbero cercato quindi di distruggere e occultare il cadavere, prima cercando di smembrarlo e poi dandogli fuoco. Un tentativo comunque vano, che non avrebbe sortito alcun effetto se non quello di provocare evidenti ustioni sul corpo, che sarebbe poi stato trasportato in via Pesce Luna, una strada alla periferia di Casalabate, solo in un secondo momento, dopo che gli assassini avevano già tentato di bruciarlo. Il padre della Greco, di cui ancora non si conoscono le esatte generalità, è stato denunciato a piede libro per vilipendio e occultamento di cadavere. Sono bastate poco più di 48 ore agli inquirenti per stringere il cerchio attorno alla donna. I carabinieri sin dal primo momento avevano puntato i loro sospetti sull’ambiente familiare, ritenendo poco probabile la pista che conduceva agli ambienti della criminalità organizzata. Il racconto della Greco, infatti, non aveva convinto fino in fondo gli inquirenti. Troppe le stranezze in una storia piena di contraddizioni, a partire da quel presunto rapimento così plateale avvenuto venerdì pomeriggio, in pieno giorno, nei pressi dell’officina di Antonio Ingrosso. In seguito era stata proprio la presunta assassina a raccontare agli investigatori dei presunti debiti di gioco contratti dal marito, cercando di sviare i sospetti da se stessa. Una tesi che non ha sviato gli uomini dell’Arma, che hanno continuato a scavare nella vita della Greco fino a trovare i riscontri che hanno portato al fermo. La donna, interrogata con il padre sino a notte fonda, avrebbe già confessato. Nelle prossime ore sarà ascoltata dal gip. Articolo correlato Omicidio Ingrosso (10 gennaio 2011) Maggiori informazioni nelle prossime ore.

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