Eolico a Castrì e Vernole: interrogazione parlamentare del Pd

Sono richiesti chiarimenti in ordine al progetto di costruzione di 11 torri eoliche di “Tarifa Energia srl” tra Castrì e Vernole

Elisabetta Zamparutti e gli altri cinque deputati radicali eletti nelle liste del Partito Democratico (Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci e Maurizio Turco) hanno rivolto un'interrogazione scritta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nonché al Ministero dello Sviluppo Economico, per chiedere chiarimenti in ordine al progetto di costruzione di 11 torri eoliche di “Tarifa Energia srl” in uno dei territori salentini dal più alto valore naturalistico, paesaggistico, storico e culturale, qual è quello di Vernole e Castrì. Il testo dell'interrogazione Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico. Premesso che: – nelle more dell'adozione delle linee guida sulle fonti di energia rinnovabili, la regione Puglia ha autorizzato la costruzione nel territorio di Vernole di un mega impianto industriale di 11 torri eoliche, alte più di 100 metri, per una potenza di circa 22 MW, con tutte le opere connesse di infrastrutturazione, cementificazione, messa in posa di cavidotti e sradicamento di ulivi centenari; – l'impianto industriale è previsto nel mezzo dei boschi dell'antica plaga dell'olivo varietà ogliarola, riconosciuta dallo stesso Enrico Presutti nell'inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali e nella Sicilia, del 1909; – l'associazione “Save Salento”, come già ribadito in una precedente nota congiunta con il “Forum Ambiente e Salute”, ha denunciato come in questo modo si pregiudicherebbe lo sviluppo del comparto ricettivo e della ristorazione tipica (specie nelle “perle” di Acaya e Pisignano), con una devastazione paesaggistica e la compromissione dell'ecosistema (si pensi soprattutto all'impatto sulle Cesine) di quei bellissimi luoghi; – i dati illustrati dal Gse sull'occupazione del comparto eolico nel corso di audizioni in Commissione ambiente non sono stati tali da esporre un elemento determinante per il Mezzogiorno: l'occupazione localizzata nonostante questo sia un parametro che sarebbe dovuto essere determinante per l'utilizzo dei fondi della legge n. 488 di sviluppo delle aree depresse: per gli impianti eolici l'occupazione localizzata è prossima allo zero; – vanno ricordate le dichiarazioni del presidente della commissione bicamerale antimafia, in trasferta eccezionale in Puglia, il 9 e il 10 dicembre 2010, che hanno lanciato l'allarme nazionale per gli inestricabili intrichi tra mafie d'ogni genere, politica locale pugliese, e impianti eolici e fotovoltaici industriali, le denunce della magistratura, e le numerose inchieste giornalistiche, che hanno finalmente squarciato la muraglia di omertà intorno alla mega-speculazione della “Green Economy Industriale” si chiede di sapere – di quali dati disponga il Governo in merito ai dati dell'occupazione localizzata nel Mezzogiorno nel comparto eolico e se non si ritenga di avviare un'ampia indagine su questo; – se non si ritenga di assumere iniziative normative dirette a rivedere il sistema degli incentivi che resta tra i più alti in Europa. (4-10147)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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