L’incanto dei luoghi salentini

Attraverso una indagine storico-archivistica l’autore esamina le dinamiche turistiche delle origini, iniziate con le attività dell’Azienda di Promozione Turistica

di Antonio Lupo Michele Mainardi, “L’incanto dei luoghi – La promozione del turismo nel Salento al tempo delle corriere”(1936-1959), Edizioni del Grifo, 2009. Attraverso una indagine storico-archivistica l’autore esamina le dinamiche turistiche delle origini, iniziate con le attività dell’Azienda di Promozione Turistica (1936). Un libro certamente utile,insieme all’album di fotografie dello stesso Mainardi pubblicato per la stessa collana, alla valorizzazione delle risorse ambientali e monumentali dei nostri luoghi, aperto a interesanti spunti di riflessione diacronica. Agli incantevoli luoghi di attrazione paesaggistica, da Gallipoli a Otranto, da Porto Cesareo a Castro, dai litorali sabbiosi alle scogliere a picco sul mare, si aggiungono quelli di interesse storico-architettonico: luoghi del mito in un contesto naturale ancora in gran parte inalterato, che però risultano privi di adeguate strutture ricettive in grado di accogliere i primi visitatori degli anni Cinquanta. Dalle prime promozioni turistiche il percorso si snoda così fino alla fruizione delle attrazioni paesaggistiche, balneari e culturali del Salento da parte di un pubblico sempre più vasto. La diffusione delle bellezze del patrimonio artistico barocco di Lecce ne hanno fatto una città d’arte di grande richiamo. Il fascino del suo tessuto urbanistico a misura d’uomo, così come il recupero di architettura civile e religiosa, hanno portato infatti un progressivo incremento turistico. Il prendere piede di un turismo culturale che punta su un target che non si accontenta di un esclusivo vacanza all’insegna della balneazione, ma ricerca anche le risorse dell’entroterra, costituisce nel tempo l’altro elemento di significativa novità. Si arriva così alla riscoperta dei centri storici con le case a corte e i signorili palazzi sei-settecenteschi, con le chiese nel tipico stile aggraziato del rococo’, attraverso manifestazioni ed eventi estivi realizzati in molti centri di terra d’Otranto che hanno così coniugato cultura e turismo balneare. Tutto comincia a partire dalla fine dell’Ottocento con la villeggiatura balneare, come testimoniato dalle splendide ville della costa salentina. Nel 1936, nel periodo delle “colonie estive”, si insediava a Lecce, per opera del Prefetto, l’Ente Provinciale per il Turismo di Terra d’Otranto. Un anno dopo, il primo meeting congressuale: il V °congresso nazionale dei medici artisti in Santa Cesarea, mentre comincia a profilarsi il turismo degli affari nell’ambito del settore vinicolo con il Convegno nazionale Vinicolo (1946). Negli anni seguenti la Camera di Commercio organizzerà la Fiera Internazionale del Vino. Il processo di “sprovincializzazione” è ormai avviato e culminerà con la costruzione della litoranea negli anni 50. Dalle strade “carrozzabili” alle prime corriere. Altra tappa importante nella diffusione a largo raggio del patrimonio storico-culturale è la nascita delle Associazioni Pro-Loco. Tra le prime cinque: Tricase, Gallipoli,Riviera nertina,Porto Cesareo e Castro. Viene a consolidarsi un percorso di valorizzazione che si svilupperà nel tempo. Le grotte preistoriche portate alla conoscenza del grande pubblico, grazie all’opera del Gruppo Speleologico, ne sono un esempio. Nell’attesa di arrivi turistici, soprattutto in occasione delle Olimpiadi a Roma (1960), la provincia è ancora sfornita di adeguate strutture ricettive;intanto nascono le prime pensioni (Gallipoli e Leuca) i primi camping : quello internazionale di (S.Cataldo e S.Maria al Bagno). Vengono istituiti i primi corsi per guida-turistica, riservati a brigadieri e appuntati. In seguito alla bonifica dei litorali paludosi e ai rimboschimenti, prolifera l’edificazione delle seconde case “fai da te”,fenomeno che caratterizzerà in modo peculiare il territorio salentino. Comincia inoltre ad essere sollecitata l’iniziativa privata. Nel ’69 si contano 33 esercizi ricettivi, 1014 postiletto. Nel campo della promozione dell’immagine turistica, si diffonde la prima divulgazione di fotografie delle bellezze artistiche salentine con le pubblicazioni del Touring Club Italiano si proseguirà con la realizzazione di itinerari tematici fino alla pubblicazione delle Guide edite dalle Case Editrici pugliesi. — “Di un Salento dalla bellezza ancora selvaggia” Michele Mainardi, “100 scatti d’autore – L’album fotografico dell’Ente Provinciale per il Turismo di Lecce (dagli anni ’40 ai ’60), Ed. del Grifo, 2009. Un album per riscoprire le prime foto – cartolina del Salento, una raccolta delle prime documentazioni delle bellezze della penisola salentina attraverso il fermo-immagine di fotografi come Giovanni Compagnoli e Giovanni Guido, Pino Carlino, Giuseppe Palumbo. Un volume della collana Geografia dei Beni Culturali e Ambientali di Terra d’Otranto (n.18) con presentazione di Stefania Mandurino, utile a fermare l’attenzione su ciò che è rimasto ancora intatto nella provincia di Lecce insieme a scorci cancellati dall’espansione edilizia. Gli autori delle foto conservate nella collezione dell’Ente per il Turismo di Lecce fin dal 1936 invitano a cogliere l’autenticità del bello della terra fra due mari. Le foto, escluse quella propogandistica di apertura, scattata nel 1965 in occasione della vetrina Enit di Nizza, e quella di chiusura che prelude alla incipiente motorizzazione della litoranea salentina, sono ordinate secondo gruppi tematici. Dapprima le bellezze barocche di Lecce . Seguono i suggestivi richiami visivi delle architetture civili della provincia. Il fermo-immagini delle foto n. 65-70, intitolato identità è quello dell’etnografo Giuseppe Palumbo, nelle sue visite ai luoghi che evidenziano in tutta la sua autenticità, l’identità di casa. Continuatore delle esplorazioni in lungo e in largo del Tacco d’Italia, così come aveva fatto alla fine dell’Ottocento Cosimo De Giorgi, ed autore di una ricca documentazione oggi conservata presso la fototeca del Museo di Lecce, ci offre immagini certamente pregnanti e suggestive. Le bellezze incontaminate riprese dai fotografi dell’Ente per il Turismo nella sequenza costa (79-99), fanno infine riflettere su ciò che del “Salento selvaggio” è ancora sotto i nostri occhi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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