No alla chiusura del nosocomio di Poggiardo

 

Sit in di protesta organizzato dal Movimento Pro Ospedale” a cui parteciperanno sindaci, politici, sindacati, medici, associazioni e cittadini

Il “Movimento Pro Ospedale” di Poggiardo scende in piazza per protestare contro la chiusura del “F. Pispico” confermata dalla Giunta Regionale attraverso il regolamento di attuazione del piano di riordino ospedaliero del 15 dicembre scorso. La manifestazione, che si terrà davanti all’ospedale di Poggiardo giovedì 30 dicembre alle ore 10, vedrà la partecipazione dei sindaci del distretto poggiardese, di consiglieri regionali, politici, sindacati, medici e operatori, associazioni e semplici cittadini che attraverso un sit in di protesta, ribadiranno con forza il loro NO alla chiusura dell’ospedale prima della definitiva approvazione in Consiglio Regionale. Una chiusura che il movimento definisce “figlia di scelte politiche incomprensibili da parte della Giunta Vendola, considerati: 73 posti letto attivi; i dati positivi di funzionalità fra cui il tasso di utilizzo che nel 2009 è stato pari al 119,7% per la Medicina, il 108,1% per la Gastroenterologia, il 67,8% per la Lungodegenza; i conti economici in attivo (una vera e propria rarità nella Sanità pugliese) che nel 2009 hanno registrato un bilancio positivo di circa 302mila euro; i soldi (circa 5 milioni di euro) spesi per le nuove sale operatorie e la sistemazione delle strutture del nosocomio; la complessità dei casi trattati e la qualità delle prestazioni erogate; il gradimento dei pazienti; il grande bacino d’utenza; la carenza di strutture territoriali alternative al ricovero ospedaliero (Centri diurni, RSA, RSSA, ecc.)”. “Non possiamo subire – dichiara il promotore del Movimento pro ospedale, Giuseppe Colafati – i tagli dissennati voluti da questa Giunta che non vanno certo incontro alle esigenze dei cittadini dal momento che si diminuiscono i posti letto nella sanità pubblica e si aumentano quelli nella sanità privata. Peraltro, da cittadini, non possiamo che essere indignati per questo modo di concepire il riordino poiché non ci pare che si razionalizzino le spese se prima si investe (circa 5 milioni di euro) per cercare di porre un ospedale in condizione di operare al meglio e poi lo si chiude. Infine c’è da sottolineare come il riordino disegnato dal precedente Governatore Raffaele Fitto conservasse punte di buona sanità nel nosocomio poggiardese come la gastroenterologia, la medicina, la lungodegenza ed il day surgery polispecialistico, che saranno invece soppresse dall’attuale Piano”. Leggendo i dati dei tagli imposti dalla Regione “appare poi evidente la ‘Bari-centricità’ delle decisioni e, quindi, della disparità delle scelte che anche in materia di sanità vengono compiute a danno delle popolazioni del Salento rispetto al restante territorio pugliese. Infatti, si evidenzia che rispetto al valore medio regionale di 3,54 posti letto per mille abitanti, il tasso dei posti letto per le province che costituiscono il Grande Salento (province di Lecce, Brindisi e Taranto) è più basso dello 0,35 per mille essendo pari al 3,19 (con 5.733 p.l.); al contrario, il tasso di posti letto per le province di Foggia, Bari e Bat rispetto al valore medio è più alto dello 0,27 per mille essendo pari al 3,80 per mille abitanti. Trasformando questi tassi In termini di numero di posti letto, tutto ciò significa che le province del Grande Salento dovrebbero avere circa 620 posti letto in più e quindi arrivare a 6.353 p.l. invece dei 5.733 p.l. approvati, mentre le province di Foggia, Bari e Bat complessivamente considerate dovrebbero avere circa 609 posti letto in meno, e cioè 8.078 rispetto agli 8.687 che sono stati approvati col Regolamento di riordino della rete ospedaliera per l’anno 2010. In altri termini, allo stato attuale delle decisioni regionali la forbice fra il tasso di 3,19 del Grande Salento e quello del 3,80 del restante territorio regionale è pari al valore di 0,59 per mille abitanti che corrisponde a circa 1.229 posti letto in meno per le province di Brindisi, Lecce e Taranto rispetto a quelle di Foggia, Bari e Bat.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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