Lsu, lavoro per 36 ore settimanali e contributi previdenziali

Approvato all’unanimità un emendamento dell’Udc. Lo ha riferito il Presidente del Gruppo in Regione, Salvatore Negro, a conclusione dei lavori per l’approvazione del bilancio di previsione 2011

“Gli Lsu di Puglia possono tirare un sospiro di sollievo e guardare al futuro con più ottimismo. Grazie ad un emendamento alla Legge di Bilancio di previsione presentato dal Gruppo Udc e approvato ieri dall’assemblea regionale a, infatti, la Regione Puglia provvederà, in concorso con gli enti utilizzatori, alla erogazione di contributi finalizzati all’impiego dei lavoratori socialmente utili, elevando il tetto orario fino ad un massimo di 36 ore settimanali, unitamente al versamento dei relativi contributi previdenziali per la determinazione della misura dei trattamenti pensionistici”. Lo ha detto il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, a conclusione dei lavori per l’approvazione del Bilancio di previsione 2011 e pluriennale 2011 – 2013. “Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – ha commentato il capogruppo Udc – Un risultato importante, che segna un punto nella lotta contro il precariato che portiamo avanti da tempo, e che premia la bontà del nostro impegno considerato che il nostro provvedimento ha avuto il consenso favorevole sia della maggioranza che dell’altra forza di opposizione, il Pdl. Un risultato ottenuto anche grazie alla adesione immediata dell’assessore Gentile che sensibilmente ha accolto e condiviso le nostre preoccupazioni per questa categoria di lavoratori”. “Il nostro emendamento – ha evidenziato – consente di venire incontro a tutti quei lavoratori socialmente utili al servizio degli Enti locali, il cui apporto è da tutti riconosciuto prezioso ed insostituibile, ma che per 15 anni hanno vissuto una situazione di precariato, con un sussidio mensile di poco al di sotto dei 500 euro per 20 ore settimanali lavorative e con contributi solo figurativi. Oggi, grazie all’impegno del Gruppo Udc, i Comuni interessati potranno valorizzare le professionalità dei lavoratori socialmente utili impiegati in quanto nell’esercizio finanziario 2011, la Regione Puglia si è impegnata a concorrere all’assunzione degli oneri che i Comuni pugliesi assumeranno per corrispondere ai lavoratori socialmente utili le competenze corrispondenti sino a 36 ore settimanali prevedendo, altresì, con specifica convenzione con l’Inps, il versamento dei contributi ai fini della determinazione della misura della pensione”. 23 dicembre 2010 – Lsu: 'emendamento in Regione per riconoscimento dei contributi' “In sede di discussione del Bilancio presenteremo un emendamento per impegnare la Regione Puglia affinché venga riconosciuta ai Lavoratori socialmente utili (Lsu) la contribuzione ai fini pensionistici”. Lo ha annunciato il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro. “In questo periodo di grandi difficoltà economiche e sociali – ha sottolineato – non possiamo dimenticare gli Lsu pugliesi, lavoratori al servizio degli Enti locali, il cui apporto è da tutti riconosciuto prezioso e insostituibile, ma precari da oltre 15 anni, con un sussidio mensile di poco al di sotto dei 500 euro per 20 ore settimanali lavorative e con contributi solo figurativi”. “Le Istituzioni spesso danno solo l’idea di voler combattere il precariato – ha ribadito – ma poi in pratica nessuno muove un dito. Sono almeno 15 anni che gli Lsu versano in queste condizioni, ma nessuno ne parla. Il nostro impegno, è quello di presentare un emendamento al Bilancio per riconoscere agli Lsu almeno i contributi ai fini pensionistici. Ma ci auguriamo che presto vengano adottate ulteriori ed idonee misure che evitino il ritorno allo status di disoccupati”. “Resta necessario – ha concluso Salvatore Negro – avviare la progettazione di nuove iniziative per la stabilizzazione, attraverso procedure di selezione per professionalità acquisita, utilizzando risorse comunitarie, nazionali e regionali e prevedendo l’impegno da parte degli Enti utilizzatori degli Lsu di una compartecipazione che tenga comunque conto delle ormai limitate risorse finanziarie disponibili degli Enti Locali”. 22 dicembre 2010 – Ex Lsu: da 5 mesi senza stipendio In relazione all’occupazione del Provveditorato agli Studi di Lecce da parte dei lavoratori addetti al servizio di pulizia nelle scuole, l’on. Teresa Bellanova rende noto di aver presentato un’ulteriore interrogazione in merito ai Ministri Sacconi e Gelmini. Nel Salento, questi lavoratori sono 1200 e tutti rischiano il posto di lavoro. I loro contratti scadranno il 31 dicembre prossimo e le ditte appaltanti hanno avviato le procedure di licenziamento. Da mesi, inoltre, non pagano lo stipendio. Ma la situazione era già precaria con appena 800 euro al mese. Migliaia di famiglie salentine, strette nella morsa della crisi, chiedono al Provveditore di prendere posizione nei confronti del Governo e delle ditte che non erogano le retribuzioni. “Sono mesi, oramai, che io stessa – dichiara la parlamentare – insieme ad altri esponenti del Partito Democratico, poniamo all’attenzione del Governo la gravissima problematica dei lavoratori ex Lsu e dei lavoratori dei cosiddetti ‘appalti storici’ in forze presso gli istituti scolastici italiani. A queste sollecitazioni, tuttavia, duole constatare che alla data odierna a è stato fatto per tutelare la perdita di ben 25000 posti di lavoro in tutta Italia”. “Nonostante gli appalti siano in scadenza – prosegue la Bellanova – e il 31 dicembre rappresenta la data ultima per decidere della sorte lavorativa di queste migliaia di persone, di fatto per l’anno 2011 non risultano attivate le procedure di impegno per il proseguo di questi appalti. I lavoratori interessati hanno svolto sempre il proprio dovere responsabilmente, nonostante i ritardi nei pagamenti e l’incertezza per il futuro lavorativo. Gli stessi, va ricordato, non rappresentato una forza lavoro ‘accessoria’, bensì fondamentale per il mantenimento delle condizioni igienico sanitarie dei nostri istituti scolastici”. “In questo contesto emerge senza dubbio che le ricadute più pesanti, scaturite dai tagli adottati dal Ministero dell’istruzione, colpiranno i lavoratori del Mezzogiorno e, nella fattispecie, soprattutto le lavoratrici, che rappresentano una cospicua percentuale dei lavoratori rientranti in questo settore, andando ad incrementare il già drammatico tasso di disoccupazione femminile nell’Italia meridionale. Le stesse OO.SS di categoria interessate qualche settimana addietro, proprio sotto Palazzo Montecitorio, hanno ribadito attraverso una manifestazione la gravità della situazione sopraesposta ed hanno chiesto l’attivazione di procedure atte a tutelare i livelli occupazionali”. “Per questi motivi – conclude la parlamentare del Pd – sono tornata oggi a chiedere ai Ministri competenti di intervenire con urgenza, assicurando che siano destinate le risorse necessarie per garantire la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori e delle lavoratrici interessate per l’anno 2011 e congiuntamente per scongiurare il rischio che i tagli prospettati di fatto si traducano in un abbassamento degli standard minimi di efficienza, igiene e qualità degli istituti scolastici pubblici italiani”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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