Acqua pubblica: una legge per la gestione del servizio idrico integrato

L'assessore regionale Amati incontra i rappresentanti del Forum pugliese dei Movimenti per l'acqua

“Ci stiamo impegnando affinché la Puglia approvi un disegno di legge che possa effettivamente rendere pubblica la gestione del servizio idrico integrato, ed è per questo che nel prossimo mese di gennaio saremo in grado di portare in Consiglio regionale un testo che terrà conto anche delle indicazioni contenute nella recente sentenza della Corte costituzionale”. Lo ha dichiarato questa mattina l’assessore alle Opere pubbliche e Protezione Civile, Fabiano Amati, rivolgendosi ai rappresentanti del Forum pugliese dei Movimenti per l’acqua e del Coordinamento pugliese degli Enti locali, che avevano chiesto un incontro per fare il punto della situazione riguardo all’iter di approvazione del disegno di legge che punta a trasformare l’Acquedotto Pugliese in un soggetto di diritto pubblico. “Ringrazio i rappresentanti del Forum – ha dichiarato l’assessore Amati – per avermi dato l’occasione di raccontare ai cittadini pugliesi quali sono le attività che stiamo svolgendo rispetto ad un argomento che appartiene non solo al nostro impegno elettorale, ma anche al nostro punto di vista culturale. Abbiamo in questo momento la necessità di ‘confezionare un prodotto’ che non sia un mero manifesto, ma che realizzi il nostro intendimento e che non sia messo in discussione o ostacolato da nessuno”. “Come avevamo promesso – ha proseguito Amati – abbiamo adottato il disegno di legge nei primi cento giorni di governo; ora l’analisi del testo è al vaglio delle Commissioni consiliari, che non hanno potuto ancora esprimere il loro parere definitivo, e quindi sottoporre il testo all’approvazione del Consiglio regionale, poiché la Corte costituzionale ha emesso una sentenza che enuncia una serie di principi di diritto sui quali c’è la necessità di riflettere, allo scopo di evitare che l’obliterazione degli stessi decreti la morte del ddl. La Corte costituzionale si è espressa in termini che avevamo certamente previsto e rispetto ai quali pensiamo di poter proporre una soluzione che farà appello alle caratteristiche geomorfologiche del nostro territorio, che per legge assicurano la gestione pubblica del servizio idrico. Sulla base dunque di una serie di riflessioni che la Corte costituzionale ci ha invitato a fare, presenteremo alla prossima riunione delle Commissioni una serie di emendamenti che speriamo possano incontrare il parere favorevole di tutti i componenti, per poter poi far approdare in Consiglio regionale entro la fine del prossimo mese”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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