'Genitori Sempre'. Anche se detenuti

Progetto presentato presso il carcere di Lecce dall'assessore provinciale D’Antini a sostegno delle politiche familiari in condizioni di disagio

Presso la Casa Circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce, l’assessore provinciale alle Politiche Sociali, Filomena D’Antini Solero, ha presentato il progetto “Genitori sempre”, realizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Provincia, in collaborazione con il Centro Risorse per la Famiglia. Sono intervenuti anche la direttrice del carcere, Maria Rosaria Piccinni, e il dirigente del Servizio Politiche Sociali, Gilberto Selleri. “L’attività che abbiamo presentato oggi – ha dichiarato l’assessore D’Antini – si innesta nel più ampio progetto di mediazione familiare, un servizio attivato dall’amministrazione Gabellone che ancora una volta si contraddistingue per le attività a supporto delle famiglie salentine. Questa volta la Provincia vuole essere vicina ai detenuti e alle detenute della Casa Circondariale di Borgo San Nicola di Lecce per aiutare queste persone che, per vari drammi della loro vita, si trovano a vivere in reclusione, ed hanno difficoltà a relazionarsi con i loro figli. L’obiettivo è quello di far recuperare il ruolo genitoriale, affinché i figli dei detenuti si sentano sempre meno sfortunati rispetto a quanto la vita gli ha riservato”. Scheda del progetto 1. Mission L’Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Provincia di Lecce, avvalendosi del Centro Risorse per la Famiglia, servizio per la promozione delle politiche familiari, il sostegno alla genitorialità, e la mediazione familiare, civile e penale, promuove il progetto “Genitori Sempre”. Attraverso esso, punta alla promozione di azioni educative per la ricostruzione e consolidamento delle relazioni affettive tra genitori detenuti e figli, sia che essi vivano con la madre nella struttura carceraria, sia che incontrino il genitore durante i colloqui programmati. La separazione fisica e relazionale, nel rapporto con i figli, infatti, può innescare dinamiche, da scongiurarsi energicamente, di isolamento, rifiuto, impotenza del proprio ruolo genitoriale, tali da provocare gravi ricadute sia nello sviluppo psico – affettivo dei figli coinvolti, che nel processo riabilitativo carcerario in atto. 2. Destinatari – Donne detenute con figli presenti nella struttura carceraria e detenuti – Uomini e donne, con figli non presenti nella stessa. 3. Obiettivi – Sostegno alla genitorialità, mirato a padri e madri detenuti, per i quali si prevede un percorso di recupero del proprio ruolo e delle responsabilità connesse ad esso, contestualmente alla situazione di privazione della libertà. – Recupero di canali comunicativi e relazionali, nella prospettiva del raggiungimento di un equilibrato rapporto emozionale tra padre/madre e figlio, di una capacità di gestione della sofferenza del distacco fisico, e di un conseguente superamento di quelle condizioni di disagio, di smarrimento, di vergogna o umiliazione, che la detenzione comporta. – Individuazione di modelli di supporto psico – pedagogico per i figli, per sostenerli nel rapporto affettivo con i genitori, far conoscere e non occultare le cause reali del vissuto del genitore, in chiave narrativa, e attraverso una lettura dei bisogni e dubbi, insiti in ogni bambino. – Rilevazione, a seguito di attenta osservazione, dei nodi problematici delle relazioni, e definizione di percorsi individualizzati di sostegno, mediativi nelle stesse relazioni, e ricostruttivi dei tessuti relazionali concreti, attraverso l’instaurarsi di un ponte comunicativo tra figlio e genitore. 4. Azioni Il progetto prevede una programmazione articolata e mirata sui detenuti e sui loro figli 4.1 Programma Genitori a) Incontri di gruppo formati da padri e madri detenuti in cui si affrontano e chiarificano temi che interessano la sfera familiare e genitoriale, con la partecipazione di esperti educatori, psicologi, assistenti sociali; b) colloqui individuali, d’intesa, e su indicazione, della direzione. 4.2 Programma spazio gioco Inaugurata il 9 gennaio 2009, la Sala Giochi, per attività ludico-formative dei bambini delle detenute della sezione femminile della casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce, si offre sia come servizio di accoglienza per i figli dei detenuti, in attesa di incontrare i genitori nei colloqui settimanali, sia come luogo neutro di incontro, in cui i genitori possono vivere esperienze di relazione con i propri figli, quali il gioco, il raccontare e il raccontarsi attraverso la verità narrabile, lo studiare e aiutare i figli nello svolgimento dei compiti scolastici, in presenza di educatori e psicologi di supporto alle attività pratiche. 5. Risorse umane Educatori/mediatori Psicologo/mediatore 6. Tempi e accesso Si prevedono uno o due incontri settimanali, concordati con la Direzione e l’area pedagogica interna. I genitori detenuti possono fare richiesta di partecipare al progetto intervento liberamente. 7. Costi Il progetto non comporta alcun onere.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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