L’assemblea creativa di Paolini. Quando la democrazia si sposta in teatro

“T4” è la storia sullo sterminio dei malati mentali e disabili messa in atto dal governo nazista tra il 1939 e il 1941

“Questa è la quinta volta che va in scena questo mio nuovo lavoro. E voi siete il pubblico di gran lunga più numeroso”. Così Marco Paolini alla fine dell’esibizione di “T4”, la sua ultima fatica, uno studio teatrale di un testo che sta preparando anche per il piccolo schermo. Racconta una storia tanto agghiacciante quanto sconosciuta, quella dell’Azione T4”, la strategia di sterminio di massa dei malati mentali e disabili messa in atto dal governo nazista tra il 1939 e il 1941, ma con strascichi oltre la fine della guerra. Un duro lavoro documentale durato anni, che ha portato Marco Paolini e suo fratello Mario, a cercare i testimoni diretti di quell’eccidio: una dottorezza, recentemente scomparsa, ultranovantenne, che assistette all’intero proesso di Norimberga, raccogliendo in un volumetto dimenticato fino agli anni Settanta, tutto l’orrore della macchina organizzativa hitleriana, messa su per uccidere oltre 300mila minorati fisici e mentali o semplicemente persone ‘diverse’, eccentriche, fuori dai canoni della normalità. Alla fine del lungo monologo in cui Paolini entra ed esce dalla lettura dei documenti di studio, Il pubblico si Casarano si è trovato dinanzi ad un’occasione irripetibile e quanto mai rara, di questi tempi: poter dire quello che pensa. Un’assemblea creativa, come l’ha definita l’artista, dei cui spunti avrebbe fatto tesoro per la riscrittura del testo drammaturgico da adattare al ritmo televisivo: così Paolini ha voluto sapere dal pubblico, ma per davvero, se ci fossero stati momenti di noia e di calo d’attenzione, che cosa avrebbe potuto dare più ritmo, se era troppo ricco di dettagli o se al contrario ne servissero di più. Il teatro della Fondazione Filograna non ha fatto il tutto esaurito per questa prima in provincia di Lecce, tuttavia Paolini ha regalato ai suoi spettatori l’ebbrezza disarmante della libertà di pensiero. Peccato che nessuno della Giunta del Comune di Casarano fosse presente; peccato che fosse assente anche il sindaco, che con la delega alla cultura patrocina la stagione teatrale. E’ pur vero che per entrare si sarebbero dovuti prima trovare di fronte ad uno striscione che recitava ‘No alle biomasse’, ma vuoi mettere, almeno per una volta, vedere i cittadini che prendono la parola per dire quello che pensano? Vuoi mettere farsi insegnare da un giullare, qual è un attore, i rudimenti della democrazia? Peccato sindaco, ne sarebbe valsa la pena.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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