In Puglia rifiuti a peso d'oro

Dossier annuale di “Cittadinanzattiva”: nella nostra regione la spesa media annua è di 247 euro, 14 in più della media nazionale

In Puglia Rispetto all’ultimo anno, in Puglia, la spesa media annua del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani è leggermente diminuita (-0,8%), risultando comunque sempre al di sopra di 14€ della media nazionale, pari a 233€. A Taranto la Tarsu arriva a costare 313€: 34€ in più della Tarsu che si paga a Brindisi, 81€ in più rispetto alla Tarsu che si paga a Foggia, 94€ in più della Tarsu che si paga a Lecce, 120€ in più rispetto alla Tarsu che si paga a Bari. Il prospetto delle tariffe è in allegato Nello studio realizzato dall’”Osservatorio prezzi & tariffe” di “Cittadinanzattiva”, l’analisi a carattere nazionale e regionale del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in termini di costo sopportato da una famiglia di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200 € ed una casa di 100 metri quadri. Tia o Tarsu? A più di dieci anni dal Decreto Ronchi del 1997, nessun capoluogo pugliese è passato dalla Tarsu alla Tia. In positivo, rispetto al 2008, i costi sono rimasti invariati a Brindisi, Bari, Lecce e Foggia, in diminuzione a Taranto (-2,9%). Produzione e gestione dei rifiuti: secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (presentato nel 2010), nel 2008 in Puglia la produzione pro capite di rifiuti urbani è leggermente diminuita (-0,8%) rispetto all’anno prima. In negativo, il livello di raccolta differenziata si ferma all’11% del totale dei rifiuti prodotti in regione (fonte: Ispra, 2010), a fronte di una media nazionale pari al 31%. Nel resto d'Italia A Napoli, la spesa annua per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ammonta a 453€, quasi il quadruplo rispetto alla città meno cara d’Italia, Isernia (122€). Tra i 10 capoluoghi con le tariffe più alte, otto sono al Sud mentre solo uno, Trieste, è del Nord (309€). In generale, la media annua più alta si registra in Campania (364€), la più bassa in Molise (131€), a dimostrazione di una marcata differenza tra aree geografiche del Paese che trova conferma anche all’interno di una stessa Regione: in Lombardia, per esempio, a Milano (262€) la Tarsu arriva a costare quasi il doppio di Cremona (139€). In Sicilia, la Tarsu pagata a Siracusa supera di 165€; la Tarsu pagata a Caltanissetta (241,5€). In Toscana, la Tia pagata a Livorno (304€) supera di ben 130€ la Tia pagata a Firenze (174€). E ancora, in Campania, la Tarsu ad Avellino è di ben 262€ inferiore rispetto a quella pagata a Napoli, mentre in Calabria la Tarsu pagata a Crotone è di 143€ più alta di quella pagata a Vibo Valentia. Nello studio realizzato dall’”Osservatorio prezzi & tariffe” di “Cittadinanzattiva”, l’analisi a carattere nazionale del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in termini di costo sopportato da una famiglia-tipo di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200€ ed una casa di 100 metri quadri. L’indagine, condotta con il contributo dei rilevatori civici di “Cittadinanzattiva”, ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia nel 2009. Caro bollette. In media, in un anno la nostra famiglia-tipo ha sostenuto nel 2009 una spesa di 233 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con un aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Cinque le città che nell’ultimo anno hanno fatto registrare incrementi record, superiori al 20%: Napoli (+60,1%), Reggio Calabria (+57,4%), Benevento (+44%), Trapani (+34,7%) e Pescara (+21,3%). In altre nove città, gli incrementi sono superiori al 10%. Inoltre, da gennaio 2000 a dicembre 2010, secondo dati Istat, l’incremento registrato a livello di tariffe rifiuti è stato del 61%. In negativo, da segnalare anche il ritardo con il quale i capoluoghi di provincia hanno adottato la Tariffa d’igiene ambientale (Tia), introdotta dal Decreto Ronchi nell’ormai lontano 1997: sono solo il 45%, mentre la maggioranza dei capoluoghi (55%) è rimasta fedele alla Tarsu.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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