Lettera di un detenuto al Tribunale per i Diritti del Malato

Sono sempre più frequenti le segnalazioni di cittadini ristretti nel carcere di Lecce che lamentano carenza di cure appropriate

I Tribunale per i diritti del malato (TDM) di Cittadinanzattiva riceve sempre più spesso segnalazioni di cittadini detenuti nel penitenziario di Lecce che lamentano carenza di cure appropriate. “Ce ne siamo fatti carico – dice la presidente Anna Maria De Filippi – portando all’attenzione della Direzione Generale e dei responsabili i casi pervenuti, tra cui anche quello del sig. L. S. che ci auguriamo abbia trovato accoglimento”. Conoscendo la drammatica situazione in cui versa la popolazione carceraria di Lecce, con un sovraffollamento disumano, il Tribunale sollecita un intervento umanitario e assistenziale più razionale e confacente alla situazione. I numeri Sono 1441 i detenuti nel carcere di Lecce con un indice di sovraffollamento del 120%. Il 90% fa uso di ansiolitici, i tossicodipendenti attivi sono oltre il 16% e molti sono affetti da pluripatologie. Ci sono 8 educatori e 6 psicologi, cioè un educatore ogni 180 detenuti e uno psicologo ogni 240 reclusi. 2 i suicidi dall’inizio dell’anno e 20 i tentativi messi in atto. Sono 80 le visite giornaliere dei medici in carcere, oltre 24 mila in un anno. La presenza degli stranieri è il 25,7% (Csv Salento). I dati danno la dimensione della drammaticità della situazione, per cui “facciamo appello alla proverbiale sensibilità dell’Assessore alla Salute Regionale, Tommaso Fiore, di intervenire autorevolmente per migliorare le condizioni di salute di questi cittadini, nel rispetto della legge n. 354 del 1975 che dice che “il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona”. “Non può essere prassi di un paese civile, ancorché sottoposto a restrizioni economiche, non assicurare le prestazioni dovute a categorie come questa. Nessuno deve essere lasciato solo, né essere escluso dall’esercizio del diritto alla salute. Risparmiare nella sanità significa organizzare un sistema più razionale e più sicuro e non lesinare le cure a chi ne ha bisogno”.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati