Commissione Ambiente della Provincia: no al Cdr di Colacem

Investito il Presidente Gabellone e l'intero consiglio per l'adozione di tale indirizzo, da far valere in tutte le sedi istituzionali e tecniche

Il Comitato intercomunale “Non inceneriamo il nostro Futuro” esprime la sua massima soddisfazione per il primo importante risultato raggiunto: la Commissione Ambiente della Provincia di Lecce ha espresso la sua ferma contrarietà all'ipotesi che Colacem torni a bruciare rifiuti, investendo il Presidente della Provincia e l'intero consiglio provinciale per l'adozione di tale indirizzo, da far valere in tutte le sedi istituzionali e tecniche in cui sarà discussa tale richiesta. “La Commissione – riferisce il Comitato – ha ribadito il valore essenziale e primario – quale bene da tutelare al pari dei valori fondamentali dell'uomo – della salute pubblica e in specie della salute delle popolazioni insediate nel territorio circostante l'impianto di Colacem spa. Ha inoltre manifestato, ritenendole fondate, piena e unanime condivisione delle preoccupazioni espresse dagli Enti e dalle Associazioni rappresentative della popolazione insediata nei pressi dello stabilimento Colacem circa l'aggravamento delle condizioni ambientali e dell'incidenza di tale aggravamento sulla salute delle stesse popolazioni, a seguito della eventuale messa in esercizio del coincenerimento del Cdr. La commissione ha ritenuto, pertanto, opportuna e necessaria una ferma presa di posizione da parte del Consiglio Provinciale a sostegno degli intenti perseguiti da Comuni, Associazioni e Comitati sopra richiamati”. Per il Comitato intercomunale “Non inceneriamo il nostro Futuro” si tratta di una prima vittoria figlia dell’impegno e della partecipazione di tantissimi cittadini, che, stanchi di assistere indifferenti e rassegnati alle scelte che coinvolgono drammaticamente la loro vita, hanno deciso di dire la loro ad alta voce, affiancati da associazioni, partiti politici, medici e sindaci che hanno scelto di non rimanere “pilatamente” sordi alle richieste dei loro cittadini. La decisione della Commissione ha ridato dignità alla parola “Partecipazione”, tanto spesso abusata da una politica di palazzo, provando che esiste ancora la Buona Politica, che ascolta e riceve le istanze e le richieste dei cittadini e su quelle orienta il proprio agire politico ed amministrativo, capace di anteporre i diritti collettivi agli interessi di pochi, che crede nella tutela del nostro territorio come unica vera fonte di ricchezza. Un'unione di intenti che ha visto unanimemente concordi tutti gli schieramenti politici nella salvaguardia del bene supremo: la salvaguardia della salute pubblica.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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