Concorsi pubblici a Casarano: un bluff?

Caggiula dell'Idv: “procedure di mobilità del personale rispettate? sorgono dubbi leggendo i nomi dei vincitori o scorrendo i nominativi degli ammessi agli orali per i concorsi in fase di svolgimento”

Piergiorgio Caggiula, presidente dell'Idv di Casarano, interviene, con un comunicato, in merito al dovere per la Pubblica Amministrazione di pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, 30 giorni prima, se non il concorso, quanto meno un suo estratto, come ribadito da una sentenza del Consiglio di Stato (n. 871 del 16 febbraio 2010) Fondamentali, dunque, per la PA, il rispetto della trasparenza e del principio di uguaglianza dei cittadini. “Noi pensiamo e crediamo che la vita politica, amministrativa e sociale – dice Caggiula – casaranese meriti più attenzioni e una più corretta attenzione alle regole. Regole come aspetto essenziale del principio di uguaglianza, principio dettato non da norme comuni, ma dalla Costituzione Italiana (art. 51 e 97 che garantiscono il diritto di accesso agli impieghi pubblici di tutti i cittadini su di un piano di parità, esercitabile solo attraverso un sistema di pubblicità che favorisca la massima partecipazione). Come se non bastasse, giusto per non farci mancare niente – siamo casaranesi – si è ben pensato, oltre al danno, di aggiungere la beffa. Era dovere della pubblica amministrazione, nel nostro caso il Comune di Casarano, espletare le liste di mobilità, attingere cioè prima a richieste da personale già assunto nella PA, ma in altra sede. Come ribadito infatti da un’altra sentenza del Consiglio di Stato: è illegittimo bandire un concorso pubblico senza aver espletatola procedura di mobilità del personale (n. 5830 del 18 agosto 2010). Tutto ciò non è stato fatto. Se dalla valutazione dell’attuazione delle regole si dovesse giudicare lo stato della democrazia in un paese, a Casarano saremmo (o siamo?) messi veramente male. Perché si è verificato tutto questo? A chi potrebbe giovare un’errata applicazione delle norme? Tutto ciò ha un senso?. Forse sì. Non vorremmo pensare male, però qualche cattivo pensiero, leggendo i nomi dei vincitori per i concorsi espletati, o scorrendo i nominativi degli ammessi agli orali per quelli ancora in corso, lo abbiamo fatto. Non vorremmo tra le altre cose che alcuni nomi e alcune situazioni politiche fossero legate da accordi sui nomi dei vincitori. Non vorremmo pensare che sia l’ultima possibilità per sistemare amici e parenti. Non vorremmo fare tutti questi cattivi pensieri, ma a volte, a pensar male, ci si azzecca”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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