Presunta truffa ai danni di un sacerdote, rinviata a giudizio la figlia di Totò Riina

La donna avrebbe sottratto a Don Luca, una cifra pari a 1.935 euro. Il processo sarà per frode informatica e falso in atto pubblico

Ancora una volta il nome di uno degli appartenenti alla famiglia Riina diventa protagonista della cronaca giudiziaria. Questa volta tocca a Maria Concetta Riina, figlia di Totò, storico boss e “capo dei capi” di Cosa Nostra, rinviata a giudizio dal Tribunale di Lecce per frode informatica e falso in atto pubblico. Al termine dell’udienza preliminare, che si è svolta in mattinata, il gup Annalisa De Benedictis ha rinviato a giudizio la 35enne originaria di Corleone. Il processo si aprirà il prossimo 1 febbraio dinanzi al giudice del Tribunale di Tricase. Secondo l’ipotesi accusatoria, sostenuta dal pubblico ministero Maria Cristina Rizzo (divenuta procuratore della Repubblica minorile), la donna avrebbe sottratto a don Luca, sacerdote di una parrocchia del Basso Salento, una cifra pari a 1.935 euro. Riina junior, infatti, avrebbe truffato la presunta vittima riuscendo “mediante raggiri e artefici” a ottenere username e password del conto utilizzato dal prete per far accreditare dall’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero lo stipendio mensile, apri a 800 euro. Dallo stesso conto avrebbe poi eseguito un bonifico, su un altro conto corrente intestato a suo nome e aperto presso le Poste di Palermo, per una cifra vicina ai duemila euro. Accortosi dell’ammanco e dello strano bonifico presente tra le operazioni in uscita, don Luca ha deciso di sporgere una denuncia ai carabinieri. Le successive indagini, grazie anche all’ausilio della polizia scientifica, hanno permesso di risalire al destinatario del versamento e quindi al nome della figlia di “Totò u Cùrtu”. La donna, però, ha sempre detto di essere estranea ai fatti e di essere non artefice ma vittima di un raggiro. Don Luca, dal canto suo, attende ancora che quei soldi gli siano restituiti e ha deciso di costituirsi parte civile. L’imputata è difesa dall’avvocato Tiziana Dell'Anna, mentre il sacerdote è rappresentato dall’avvocato Martino Carluccio.

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