Malagestio verde

Parliamo di mala gestio societaria, interveniamo sul capitale sociale e rifacciamo un piano industriale serio e fattibile anziché dire “non mi si lascia investire sul territorio”. Percortesia parliamo di FARE.

Comprendo benissimo le ragioni e le motivazioni che sono alla base dei dipendenti del gruppo Italgest, ma credo che sia inverosimile accettare di sorbirsi una centrale a biomasse e soprattutto, addurre (da parte della direzione De Masi) che la mancata realizzazione della centrale costituisca causa di chiusura della sede di Melissano. Da che mondo e mondo l'attività di un gruppo societario deriva dalla pianificazione, definizione e fattibilità di un piano industriale. Nel caso concreto la realizzazione della centrale di Casarano e Lecce costituiscono un segmento dell'intero piano industriale del Gruppo (almeno lo voglio sperare). Mi sembra piuttosto inverosimile che il piano industriale del Gruppo è costituito solo dalla realizzazione di entrambe le centrali in questione. Il settore delle rinnovabili ha avuto negli ultimi 2 anni una esplosione di investimenti in Puglia dove, peraltro, non solo società pugliesi ben collocate ma anche soggetti stranieri hanno operato raggiungendo obiettivi tangibili ed hanno creato occupazione, come è successo nel settore fotovoltaico. Italgest fa parte integrante di questo settore. Ora, arrivare a strumentalizzare gli amici di Italgest, il loro prossimo status (spero di no) di “non-occupati”, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica alla realizzazione di una centrale, peraltro, inutile dal punto di vista sociale, occupazionale e a livello di fabbisogno energetico, credo sia indecorso. Venendo ai fatti, un adeguato organo societario che veramente tiene ai suoi dipendenti e/o collaboratori dovrebbe avere quantomeno la galanteria di ammettere il fallimento del proprio piano industriale perché se il 90% degli investitori in Puglia ha avuto successo non vedo perché lo stesso non è accaduto con Italgest. Parliamo invece di mala gestio societaria, interveniamo sul capitale sociale e rifacciamo un piano industriale serio e fattibile anziché dire “non mi si lascia investire sul territorio”. Percortesia parliamo di FARE. Antonio Serravezza

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