Sanità: le decisioni della Giunta dopo ricorso del Governo alla Consulta

La Giunta valuterà l’opportunità di sollevare il problema del mancato rispetto del Governo del principio di leale collaborazione tra istituzioni

La Giunta regionale, allargata ai capigruppo di maggioranza, in costante collegamento con il presidente Vendola che sta seguendo ora per ora l’evolversi della vicenda, ha esaminato la situazione determinatasi in seguito alla decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi 11 e 12/2010 che il Consiglio regionale pugliese ha recentemente approvato per sbloccare l’approvazione del piano di rientro sanitario. La Giunta ha rilevato che la recentissima iniziativa governativa non solo introduce nuovi ostacoli sul cammino percorso, ma trasforma una trattativa politica in un conflitto istituzionale senza precedenti nella storia della Repubblica. La Puglia ha infatti superato per due volte la verifica tecnica del piano di rientro ed è quindi del tutto evidente che gli ostacoli frapposti alla firma si basano esclusivamente su valutazioni politiche, che politicamente devono essere superate, senza trasferire le contraddizioni esistenti nell’ambito istituzionale. Allo scopo, pertanto, di ricondurre la vicenda tra i confini di un confronto che, per quanto aspro, la Puglia ha sempre tentato di mantenere all’interno dei principi di leale collaborazione tra istituzioni della Repubblica, la Giunta ha deciso: 1) di relazionare nel merito e nel metodo nell’audizione già fissata di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sui deficit sanitari, presieduta dall’on. Leoluca Orlando; 2) di chiedere al presidente Errani di porre all’ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza delle Regioni un punto specifico relativo alla vicenda; 3) di confermare comunque la propria disponibilità ad intraprendere qualsiasi iniziativa, anche normativa – per la quale si attende una parola chiara e definitiva dal Governo – allo scopo, da un lato, di accelerare la firma del piano di rientro e dall’altro, di rimuovere motivi che potrebbero creare difficoltà alla Corte costituzionale. La Giunta inoltre, nei prossimi giorni, valuterà l’opportunità e la praticabilità di sollevare in ogni sede il problema del mancato rispetto da parte del Governo del principio di leale collaborazione tra istituzioni della Repubblica. La Giunta infine sottolinea gli importanti risultati ottenuti recentemente su temi decisivi quali l’immigrazione e la lotta alla precarietà nel confronto con il Governo davanti alla Corte costituzionale. 19 novembre 2010 – Sanità: impugnate due leggi regionali su proposta di Fitto L'esecutivo accoglie proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e impugna le leggi regionali n.11/2010 e n.12/2010. La prima riguarda le coperture previste dal Bilancio autonomo per il triennio di vigenza del piano dei tagli e, si rileva, “è stata oggetto di censura governativa perchè prevede la cessazione dell'efficacia delle disposizioni in essa contenute in caso di mancata sottoscrizione dell'accordo per il rientro dal disavanzo sanitario nei termini previsti”. Il governo dunque contesta che la sua efficacia dipenda strettamente dall’accordo sul piano. Michele Pelillo, assessore al Bilancio, spiega che si tratta di una norma puramente tecnica, perché “è ovvio che quelle coperture siano legate al piano”. La seconda, che blocca le internalizzazioni (salvando quelle già avviate dalle Asl prima del 6 agosto, quando Tremonti prorogava la firma dei piani di rientro sanitari regionali), si rileva presentare invece “profili di illegittimità costituzionale”. La sanità pugliese è ora a rischio commissariamento. I tempi stringono e il limite per sottoscrizione il piano di rientro è fissata al 15 dicembre. Articoli correlati Piano rientro sanità (16 novembre 2010) Il riordino ospedaliero (3 agosto 2010) Le reazioni e i commenti Michele Losappio, assessore regionale al Bilancio “Chi aveva ancora dubbi è servito. Il ricorso alla Corte Costituzionale del Ministro Fitto contro quelle leggi con cui la Regione intendeva rispettare proprio le prescrizioni indicate dal Governo come condizione per sottoscrivere il Piano di rientro chiarisce che l'obiettivo è quello di non firmare e di arrivare al commissariamento della nostra sanità. Siamo dunque davanti ad atti di slealtà istituzionale rivendicati da un Ministro che è anche il capo del Pdl pugliese. Per questo non regge l'apparente neutralità dei Consiglieri del Pdl che attendono la sottoscrizione dell'accordo per impegnarsi con giudizi ed atti. Quando Fitto vuole confinare i lavoratori dei servizi nella precarietà lo fa anche come leader del Pdl e tutti sono chiamati alle proprie responsabilità davanti ai pugliesi. Quanto al commissariamento esso procurerà danni incalcolabili al diritto alla salute nella nostra regione e il Governo dovrà gestirlo in proprio perchè non verra' accettata alcuna soluzione di coinvolgimento della Regione e saremo noi nei territori a chiarire le conseguenze dei tagli ed a chiamare Sindaci, Associazioni e Sindacati alla mobilitazione”. Raffaele Fitto, ministro per gli Affari regionali “L'atteggiamento del Governo nei confronti della Regione Puglia, al pari delle altre, è sempre stato improntato al principio di leale collaborazione che è proprio del rapporto tra Istituzioni della Repubblica. Di fronte agli scomposti atteggiamenti del Governo regionale e della sua maggioranza che definiscono ogni volta 'attacco politico' il responsabile esercizio della prerogativa assegnata al Governo di proporre ricorso per conflitto di attribuzioni, è opportuno fare finalmente chiarezza. Dall'inizio della legislatura il Governo ha impugnato il 20% delle Leggi Regionali pugliesi, in linea con la percentuale delle altre Regioni. Quel che cambia è che sulle impugnative della Puglia il Governo ha la percentuale più alta di accoglimento dei ricorsi da parte della Consulta (l'elenco è lungo ma citiamo i casi più recenti: legge sul nucleare, legge sui servizi pubblici locali, meglio nota come 'Acqua pubblica') il che di per sè basta a smentire l'ipotesi che il Governo si accanisca contro le leggi pugliesi e a ingenerare il dubbio che sia la Regione a legiferare all'insegna della politica più che della leale collaborazione. Tornando alle due leggi in questione: la 11/2010 è stata oggetto di censura governativa perchè non è possibile prevedere (come fa la legge regionale pugliese) la cessazione dell'efficacia delle disposizioni contenute in caso di mancata sottoscrizione del Piano di Rientro nei termini previsti; la 12/2010 prevede, come richiesto dal Governo, la sospensione degli effetti di altre Leggi regionali fino al 15 ottobre ma, essendo stato prorogato fino al 15 dicembre il termine per la sottoscrizione del Piano, va prorogata fino al 15 dicembre anche la sospensione delle norme. Detto questo, sempre all'insegna della leale collaborazione e della estrema disponibilità che fin dal principio il Governo ha mostrato nei confronti della Regione Puglia prorogando per ben due volte i termini per la sottoscrizione del Piano, la lettera inviata nei giorni scorsi dal Presidente Vendola sul rispetto delle precondizioni necessarie all'approvazione del Piano (di cui all'articolo 14 del Patto per la Salute sottoscritto tra Governo e Regioni il 3 dicembre 2009) costituisce elemento utile al fine di giungere all'accordo. I numeri comunicati dal presidente in riferimento alle internalizzazioni già effettuate precedentemente e successivamente alla data del 5 agosto, e dei quali egli si assume ogni responsabilità, costituiscono base utile; se la Regione provvederà anche ad apportare le indispensabili correzioni formali e sostanziali alle leggi 11 e 12/2010, eliminando i profili di illegittimità costituzionale, ritengo che potrà essere rapidamente integrato il testo dell'accordo per consentire quanto prima la firma del Piano e lo sblocco delle risorse”. Rocco Palese, capogruppo Pdl in Consiglio regionale della Puglia “Il Governo nazionale e il ministro Fitto hanno confermato anche oggi lo spirito istituzionale e di collaborazione fin qui sempre mostrato nei confronti della Regione Puglia sulla firma del Piano di Rientro. Ci auguriamo che questo spirito, peraltro oggi invocato anche dal presidente del Consiglio Regionale, Onofrio Introna, possa contraddistinguere davvero tutti per arrivare in tempi brevi alla firma del Piano. Da parte nostra, abbiamo favorito l'iter legislativo di tutte le norme necessarie; il Governo nazionale non ha mai assunto posizioni politiche, ma solo rilievi tecnici, e ci auguriamo che tutti gli esponenti regionali, a tutti i livelli, seguano lo spirito del presidente Introna”.

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