Rapina finita nel sangue, assolto il presunto autista della banda

Pavia. Assolto il 34enne leccese accusato di concorso in omicidio e rapina aggravata. I fatti risalgono al 1997

Assolto per non aver commesso il fatto. E’ questa la decisione dei giudici della Corte d’Assise di Pavia per Mirko De Tommasi, il 34enne leccese accusato di concorso in omicidio e rapina aggravata. I fatti si riferiscono al 19 luglio del 1997, quando un gruppo armato composto da quattro persone assaltò l'oreficeria “Buscaglia” a Mortara, in provincia di Pavia, uccidendo con un colpo di pistola all'addome il titolare, Roberto Buscaglia, di 54 anni. Del commando armato dei leccesi, facevano parte anche Andrea Lezzi, 40enne di Copertino, ed Alessandro Mininanni, 33enne leccese, entrambi arrestati in flagranza di reato pochi istanti dopo la sanguinosa rapina, e condannati con sentenza definitiva rispettivamente a 24 e 20 anni di reclusione. Dalle indagini emerse che ad uccidere Buscaglia e ferire sua cognata fu proprio Lezzi. Il resto della banda riuscì a scappare a bordo di una Fiat Uno rubata, abbandonandola poi a Gambolo, nei pressi di Vigevano, allontanandosi poi a piedi facendo perdere le proprie tracce. De Tommasi, che si è sempre dichiarato totalmente estraneo alla vicenda, era stato arrestato il 22 aprile del 2009 dagli agenti della Squadra mobile di Lecce e della sezione di polizia giudiziaria di Pavia. Su di lui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A portare gli investigatori sulle tracce del 34enne erano state le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia: Filippo e Simone Cerfeda, Roberto Capoccia e Pantaleo Remo (nomi storici della Sacra corona unita salentina). Furono proprio le rivelazioni dei “pentiti” di mafia a far riaprire il caso a distanza di nove anni, nel 2006. Oltre a De Tommasi nell’inchiesta finì anche un quarto uomo, Carlo Serio, 34 anni anch’egli leccese, arrestato nel gennaio scorso, dopo alcuni mesi di latitanza, in un lussuoso residence di Ibiza dove si era rifugiato con familiari e conoscenti. Serio, che ha scelto il rito abbreviato, è stato condannato in primo grado, il 7 ottobre scorso, a 10 anni e quattro mesi di reclusione. Nel caso di De Tommasi, che secondo l’accusa avrebbe svolto il ruolo di autista del quartetto di rapinatori, le dichiarazioni dei collaboratori, che hanno deposto dinanzi ai giudici nel corso del processo, non sarebbero state però confermate da riscontri oggettivi, tanto che i giudici l’hanno scagionato da ogni imputazione.

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