Liste d'attesa. La Puglia recepisce le direttive del Piano nazionale

Approvate le disposizioni urgenti in materia di garanzia dei tempi per le prestazioni critiche nel quarto trimestre 2010

Con deliberazione n. 2268 del 26 ottobre 2010, la Giunta regionale ha approvato le “Disposizioni urgenti in materia di garanzia dei tempi d’attesa per prestazioni critiche per il quarto trimestre 2010”. Tali disposizioni, rivolte alle Aziende Sanitarie Locali, alle Aziende Ospedaliero-Universitarie, agli Irccs e alle strutture private accreditate con il Servizio Sanitario della Regione Puglia per le rispettive competenze e per quanto di competenza, hanno la finalità di assicurare ai cittadini pugliesi l’accesso alle prestazioni sanitarie secondo criteri di priorità, urgenza e necessità, pur nel rispetto delle limitazioni imposte dalla Legge Regionale n. 12/2010 relativa agli adempimenti correlati al Piano di rientro 2010-2012. L’atto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 168 del 5 novembre 2010. 29 ottobre 2010 – Liste d'attesa. Le direttive del Piano nazionale Via libera dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome al “Piano nazionale delle liste d’attesa 2010-2012” che contiene una lista di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza ospedaliera per le quali le Regioni dovranno fissare i tempi massimi nell’ambito del proprio piano. Attraverso le “Disposizioni urgenti”, la Regione Puglia sta recependo le norme per il contenimento delle liste. E' previsto infatti l'obbligo per le Asl, le Aziende ospedaliere universitarie e gli Istituti di cura a carattere scientifico di “erogare le prestazioni urgenti differibili entro 72 ore dalla richiesta”. Il piano prevede corsie preferenziali per malattie cardiovascolari ed oncologiche (con tempi massimi di attesa che non potranno superare i 30 giorni) e suddivide le prestazioni ambulatoriali in quattro classi di priorità: urgente, da eseguire, come detto, al massimo entro 72 ore; breve, entro 10 giorni; differibile, entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; programmata. Saranno oggetto di monitoraggio complessivamente 58 prestazioni, di cui 14 visite specialistiche, 29 prestazioni di diagnostica strumentale, 5 prestazioni in regime di ricovero diurno, come la chemioterapia, e 10 in regime di ricovero ordinario, tra cui gli interventi chirurgici di cancro al mammella e alla prostata e la tonsillectomia. Se le Regioni non fisseranno i tempi massimi, si applicheranno i parametri decisi dal Governo: 30 giorni per le diagnostiche e 60 per le strumentali cioè gli esami effettuati con le apparecchiature. Infine il Piano promuove l’acquisto delle prestazioni erogate in regime libero professionale dai medici all’interno dell’azienda nell’ambito del governo delle liste d’attesa. La libera professione “aziendale” può rappresentare un sostegno nel momento di ridotta disponibilità di prestazioni in regime istituzionale Questa opzione andrà concordata con i professionisti e sostenuta economicamente dall’azienda, riservando al cittadino solo l’eventuale pagamento del ticket. L’attività libero professionale intramuraria può essere effettuata anche su libera richiesta dell’utente e a suo carico. In questo caso, ai fini della non interferenza tra i due regimi, nei Piani regionali dovranno essere previste modalità centralizzate, informatizzate e separate di prenotazione delle prestazioni. Il tutto dovrà essere monitorato dalle Regioni rispetto al numero di prestazioni e ai tempi di attesa. Anche per i ricoveri dovranno essere previste le stesse modalità.

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