Fidejussione solidale: il Consiglio approva

Casarano. Venuti e Abbruzzese escono dall’aula; i voti a favore sono 12; i contrari 5. Oltre un milione di euro per i lavori allo stadio

La “fideiussione solidale” mette in crisi la maggioranza. L’atto deliberativo, che garantisce i lavori di ristrutturazione dello stadio “G. Capozza”, ieri sera è passato al vaglio del Consiglio Comunale, ma l’uscita prima del voto dei due consiglieri del Partito Democratico (l’ex sindaco Remigio Venuti e l’ex assessore Sergio Abbruzzese) ha un peso politico importante, forse decisivo per il futuro dell’attuale coalizione che sostiene la giunta del sindaco Ivan De Masi. Mentre il voto favorevole del terzo consigliere del Pd, Luigi Crudo, apre un caso all’interno del maggiore partito della stessa maggioranza. La decisione dei democratici è giunta a sorpresa, poche ore prima dell’inizio della seduta consiliare. Quando sembrava che le perplessità, i dubbi e le riserve sulla delicata questione fossero state già risolte dopo l’incontro di maggioranza della scorsa settimana, ieri mattina il capogruppo del Pd Venuti aveva avanzato ulteriori problemi di natura tecnica, anticipando che il voto non sarebbe stato favorevole. L’ex sindaco, durante il suo intervento, ha espresso “forti perplessità” sull’operazione, chiedendo in sostanza il rinvio dell’argomento. “Faremmo bene – ha detto Venuti – ad avere un ulteriore approfondimento perché la posta in gioco è delicata. Non possiamo permetterci di approvare una convenzione al buio, senza sapere le condizioni reali”. La fidejussione di 1.350.000,00 euro, richiesta dal Credito Sportivo, è a favore della società calcistica, di cui il sindaco è anche il presidente, per garantire la realizzazione della curva sud alla stadio e altri lavori di ristrutturazione. Secondo il Pd, in caso di recesso della “Virtus Casarano” dalla convenzione (che regola la gestione dello stadio), “alla stessa società a è dovuto”. Per cui, è il ragionamento del gruppo democratico, sarebbe il Comune a sborsare € 1.350.000 in caso di inadempienza. L’opposizione (Pdl e Cdc), in particolare Claudio Casciaro, ha cercato di convincere gli esponenti della maggioranza a uno scatto di coscienza in direzione del bene comune. Dalla parte opposta, il capogruppo di “Liberacittà”, Emanuele Legittimo, ha sintetizzato la posizione della maggioranza, spiegando che “dalla lettura dei documenti allegati, ho trovato le risposte a tutte le perplessità sollevate da Venuti”; ossia che la società sportiva “si impegna a stipulare una fideiussione primaria per le opere realizzate allo stadio”. In fase di votazione, Venuti e Abbruzzese escono dall’aula; i voti a favore sono 12; i contrari 5. La “fideiussione solidale” è approvata. 29 ottobre 2010 – Quella fidejussione per il re di Maria Luisa Mastrogiovanni Il re è nudo. Quello che per mesi è stato un refrain del sindaco di Casarano Ivan De Masi, ossia che non esiste un conflitto d’interessi, relativamente alla centrale a biomasse firmata Italgest, e che il sindaco ha cercato di cacciare fuori dalla porta (ha ceduto le sue quote al fratello), adesso rientra dalla finestra. Oggi il Consiglio comunale dovrà decidere se concedere o meno alla Virtus Casarano una fidejussione di 1.350.000 euro per portare a compimento i lavori di ampliamento dello stadio, concesso per 20 anni dal Comune alla Virtus in comodato d’uso. Un milione e 350 mila euro. L’equivalente di 1800 mesi della cassa integrazione di Rocco Panico, operaio Adelchi per 22 anni (leggi qui la sua storia). Cioè 150 anni di cassa integrazione per una famiglia a 750 euro al mese. Oppure un sussidio da 750 euro al mese per ben 150 famiglie, per un anno. Fate voi. E’ solo un esempio. Ma basta per far capire quanto è immorale il sacrificio che il sindaco chiede ai cittadini, cioè di mettere mano alle proprie tasche, già vuote, perché i cittadini siano garanti di fronte alle banche del debito della Virtus Casarano, di cui lui è presidente onorario e un suo parente stretto, Giovanni De Masi, presidente. Tutto questo per lavori realizzati, in parte, e anche collaudati (pubblichiamo tutti i documenti che oggi saranno portati in Consiglio) per i quali è stato speso poco più di un milione. Inoltre l’associazione Virtus Casarano, in quanto associazione dilettantistica, non è tenuta a tanti adempimenti amministrativi, come il deposito dei bilanci. Non sappiamo quanto abbia registrato l’ultimo bilancio della Virtus, ma poiché è venuta meno (a mezzo stampa) la sponsorizzazione della Italgest, che ha annunciato (a mezzo stampa) la chiusura entro dicembre prossimo, come fa la Virtus a garantire la copertura di un milione e 350mila euro?. Evidentemente non può, sennò il Credito sportivo non avrebbe chiesto la fidejussione del Comune. Anche se nella richiesta di fidejussione inoltrata al Comune nel settembre scorso, a firma di Gianni Provenzano, risulta ancora il timbro “sponsor ufficiale Italgest”. Ma tant’è. Il Comune, qualche anno fa, sottoscrisse la convenzione con la Virtus proprio per affrancarsi dalle spese ordinarie della struttura. E ora, a distanza di due anni, è chiamato nuovamente a mettere mano al portafoglio. Ma c’è un ulteriore dettaglio: il Comune, se malauguratamente dovesse pagare i lavori allo stadio commissionati dalla Virtus, si troverebbe nella paradossale situazione di dover pagare cifre ingenti a ditte private, senza che quei lavori siano stati oggetto di gara pubblica. Cioè ricapitolando: la Virtus, che è un privato, commissiona i lavori a chi vuole (giustamente), poi chiede la fidejussione al Comune, poi (non sia mai) non ha i soldi per pagare quei lavori, ed ecco che il Comune paga lavori fatti da privati e commissionati da privati, con soldi pubblici. E poi: chi sono le ditte che hanno realizzato i lavori? Sulla nuova curva campeggia lo striscione Glocal. Glocal che, fino a qualche tempo fa, faceva parte dell’universo Italgest. Cncludendo: il Comune ha dato in comodato d’uso gratuito lo stadio, in cambio della ristrutturazione dello stesso che, però alla fine paga pantalone, cioè il Comune, cioè i cittadini. Un circolo vizioso che sicuramente potrebbe essere oggetto dell’analisi della Finanza e della Procura, per capire quanto sia legittima l’operazione. E torniamo alla figura del sindaco: Ivan De Masi dovrà uscire dal Consiglio e non potrà votare perché in conflitto d’interesse (ecco dunque che il conflitto è palesato e che il re è nudo) e, mentre chiede i soldi ai cittadini, sui giornali pubblica appelli di solidarietà per i cassaintegrati, elargendo ricette stantie sulla risoluzione della crisi. E’ di oggi l’ennesimo articolo apparso sui giornali in cui il sindaco chiama a raccolta tutti per un Consiglio tematico per discutere, per attivare un tavolo, una tavolata, un tavolino per risolvere la crisi. Non lo so se la maggioranza avrà cuore o meglio fegato, per votare davvero la fidejussione a favore dell’associazione presieduta dal sindaco. Non si è mai visto che il Comune garantisca l’iniziativa imprenditoriale di un privato, anche se il privato si configura come un’associazione sportiva. Appunto, un’associazione. Un concetto già espresso, ma in questo caso repetita juvant. Se il Comune può garantire, con tutto il suo patrimonio, di saldare quel debito con le banche, una semplice associazione sportiva, con quale patrimonio può garantire al Comune che terrà fede agli impegni, che salderà i debiti verso i fornitori, che insomma non chiuderà baracca e burattini dopo aver incassato l’ok del Consiglio comunale? Questa è l’ipotesi del terzo tipo avanzata da Sel in un comunicato stampa. Chi ci assicura, dicono, che alla fine non dovremo pagare noi tutto il conto fino all’ultimo centesimo?. I cittadini, a giudicare dai commenti lasciati liberamente sulle pagine di questo giornale, sono indignati. Firmare un atto così clamoroso e in spregio delle sofferenze in cui versano centinaia di famiglie, sarebbe un’offesa per il mandato elettorale di cui tutto il Consiglio è stato investito. Questa mattina il sindaco aveva in programma un incontro con gli studenti per parlare di filosofia. Ignora sicuramente che la culla della filosofia, la Grecia, è la patria della democrazia, e che il concetto base della democrazia è il “bene comune”. Quello che Ivan De Masi con quest’ordine del giorno portato oggi in Consiglio sta riducendo ad un balletto di “bunga bunga”. Articoli correlati Fidejussione alla Virtus Casarano: nuovo odg in Consiglio comunale (28 ottobre 2010) Ritirato l'ordine del giorno sulla fidejussione alla Virtus (15 ottobre 2010)

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