Mai più multe per un grattino scaduto a Casarano

Lo ha fatto sapere l'amministrazione, ma il problema delle sanzioni è al centro di un dibattito tra amministrazioni e Ministero dei Trasporti. Se n'è parlato durante un incontro sulla questione delle strisce blu

Nella serata del 15 ottobre, il “Fronte Giovanile del Popolo della Libertà” ha organizzato, presso il Sedile di piazza S. Giovanni, una tavola rotonda sul tema “Strisce blu a Casarano”. All'incontro hanno partecipato il sindaco Ivan De Masi; l'assessore al Bilancio, Massimo Toma; l'assessore all’Urbanistica, Attilio De Marco; l'assessore Marcello Torsello; il consigliere comunale Gianpiero Marrella, presidente della commissione di controllo del comune di Casarano, i consiglieri comunali di minoranza e un referente provinciale del “Comitato Strisce Blu”. La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista Antonio Memmi. “Dall'incontro – riferisce Roberto Spennato, responsabile di zona del Comitato Strisce Blu – sono emerse tutte le problematiche relative alla questione e i dubbi relativi alla validità del contratto con la Sis (azienda che gestisce la sosta a pagamento a Casarano)”. Però, “alcune domande salienti come quella su dove siano finiti gli introiti delle multe elevate ,da settembre 2009 ad aprile 2010, con l'art.157 invece che con l'art.7, non hanno ricevuto valide risposte”. Sorpresa della serata è stata, invece, l'affermazione dell'amministrazione secondo cui, a Casarano, non ci saranno più multe elevate per grattino scaduto. Il problema delle multe per grattino scaduto è al centro di un dibattito che mette contro amministrazioni e pareri del Ministero dei Trasporti. “Ricordiamo – dice Spennato – che il Ministero dei Trasporti già da molto tempo con innumerevoli circolari aveva ribadito che “se viene acquistato il ticket, ma la sosta si prolunga oltre l'orario di competenza non si applicano sanzioni ma si da corso al recupero delle ulteriori somme dovute, maggiorate dalle eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale, ai sensi dell’art. 17 c. 132 della legge n. 127/1997. L'ipotesi di applicare la sanzione di cui all’art. 7 c. 15 del Codice, non è giuridicamente giustificabile, in quanto l'eventuale evasione tariffaria non configura violazione alle norme del Codice, bensì una inadempienza contrattuale, da perseguire secondo le procedure jure privato a tutela del diritto patrimoniale dell’ente proprietario o concessionario”. Tutto chiaro quindi, anche perchè la stessa Anci (Associazione nazionale comuni Italiani) interpellata dal Comune di Lecce, che voleva reintrodurre la multa di 23 per il grattino scaduto, richiamava il parere del Ministero dei trasporti. “Come comitato – conclude il responsabile – rimaniamo alquanto sbalorditi quindi quando ci vengono rivolte affermazioni del tipo 'la legge non viene fatta dai ministeri ma dai giudici' (affermazione derivante dal fatto che alcuni giudici in passato avevano accolto il ricorso dei Comuni per l'applicabilità della multa per grattino scaduto)”. Infine, il Comitato sollecita “un risveglio della Procura nella persona del vice procuratore De Palma che ha in mano ben 11 esposti a firma del suddetto comitato”. Articolo correlato Strisce blu illegittime: fioccano gli esposti (29 settembre 2010)

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