Tumore al seno. Il Polo oncologico salentino al fianco delle donne

Approda negli ospedali di Gallipoli e Casarano “I Trust You – Mi fido di voi” per promuove la lotta al carcinoma mammario

Il polo oncologico del Sud Salento presenta i risultati dell’attività della “Breast Unit” e lo fa in occasione del lancio di un vasto progetto di respiro internazionale firmato dalla multinazionale farmaceutica Roche. Si tratta dell’iniziativa “I Trust You – Mi fido di voi”, che attraverso una massiccia campagna di informazione e sensibilizzazione, vuole spingere le donne ad essere strumento attivo nella prevenzione e diagnosi del tumore al seno. Come? Presso l’Ospedale Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli e l'Ospedale F. Ferrari di Casarano, i due ospedali su cui è dislocato il “Polo oncologico Sud Salento”, diretto dall’oncologo Giuseppe Serravezza, saranno presenti degli info point per la distribuzione di brochure e volantini con indicazioni utili alle donne sulla prevenzione e cura delle neoplasie alla mammella. Un pratico “doccino”, poi, cioè un vademecum da appendere alla doccia, servirà per ricordare che l’autopalpazione è semplice, veloce e soprattutto necessaria. Come la “Breast Unit” dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, diretta da Vito Lorusso, i cui risultati di un anno di attività sono stati presentati lo scorso mese, in occasione di un convegno internazionale sulle neoplasie, anche la “Breast Unit” degli ospedali di Casarano e Gallipoli, diretta da Giuseppe Serravezza è una struttura di eccellenza per il trattamento del tumore al seno in grado di offrire alle pazienti un’assistenza completa che va dalla diagnosi alla cura. In totale nella provincia di Lecce si contano 600 nuove pazienti ogni anno. Di queste 200-250 si rivolgono ogni anno al Polo oncologico del Sud Salento e altrettante a quello del Vito Fazzi. Sono oltre 18mila le donne pugliesi colpite dal tumore alla mammella. La Regione Puglia, con oltre 1.700 nuovi casi ogni anno, è al nono posto in Italia e al terzo posto, fra le regioni del Mezzogiorno, dopo Campania e Sicilia. Il Polo oncologico diretto da Serravezza propone, tra le altre terapie, la target therapy, che consente di curare anche forme molto aggressive, come l’HER2 positiva, che rappresenta il 20-25% di tutti i carcinomi della mammella e che oggi può essere trattata efficacemente grazie all’uso di trastuzumab, terapia mirata e innovativa, indicata sia nelle fasi iniziali sia in quelle avanzate della malattia. Il trastuzumab infatti è un anticorpo monoclonale di ultima generazione che colpisce in modo mirato le cellule tumorali che iperesprimono sulla loro superficie il recettore HER2, consentendo di curare forme gravi di tumore al seno anche molto piccole. “Trastuzumab può essere considerato una pietra miliare nella storia della ricerca oncologica e per molte donne ha rappresentato un cambiamento del destino – afferma Giuseppe Serravezza – non v’è dubbio che la possibilità di caratterizzare la malattia dal punto di vista genetico, biologico, immunologico, permette di personalizzare il trattamento, un approccio questo che si traduce per la donna in possibilità significativamente maggiori di controllo e guarigione della patologia”. Le donne che si rivolgono alla “Breast Unit” di Casarano e Gallipoli possono contare su un‘organizzazione adeguata in termini di prestazioni e servizi sanitari e su competenze plurispecialistiche dedicate: oncologia, radiologia diagnostica, anatomia patologica, chirurgia, medicina nucleare, radioterapia, psiconcologia. “È un percorso diagnostico-terapeutico condiviso – dichiara Guido Scoditti, direttore generale Asl Lecce – reso possibile dal confronto e dall’interazione tra le diverse competenze”. Fondamentale poi è l’attenzione agli aspetti psicologici della malattia, per i quali la paziente può contare sulla competenza di esperti psicologi di sesso femminile: “Nella Breast Unit la paziente è posta al centro dell’agire dell’intera équipe. Una modalità di intervento – aggiunge Franco Sanapo, direttore sanitario della Asl Lecce – che coglie un duplice obiettivo: migliorare l’efficacia delle cure ma anche la qualità della vita delle donne che si rivolgono alle nostre strutture”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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