Sull'appoggio del Pd a Venneri, Area Democratica precisa

Gallipoli. “La decisione di sostegno tecnico non è stata assunta a larga maggioranza dal Direttivo Pd”. Nette le contrapposizioni e l'incontro si è concluso senza alcun voto

Sono giorni cruciali per la formazione della nuova giunta Venneri. Tutto ruota attorno alle scelte del Partito Democratico. Per il riassunto delle puntate precedenti, cliccare qui. La storia però si arricchisce di nuovi capitoli. Interviene nel dibattito, con un comunicato AreaDemocratica che precisa che la decisione di sostegno tecnico al sindaco Venneri, non è stata assunta “a larga maggioranza” dal Direttivo Pd di Gallipoli, l’8 ottobre scorso. “Il confronto sviluppatosi ha evidenziato la netta contrapposizione fra chi propone di aiutare la nascita di una giunta tecnica, guidata dal sindaco Venneri e sostenuta dal gruppo consiliare Pd e chi, come i 10 componenti di Area Democratica del Direttivo cittadino, ritiene necessario recuperare prima di tutto un ruolo di assoluta limpidezza e coerenza del Pd e, quindi, una sua proposta alternativa di governo della Città, in grado di suscitare rinnovate energie nella società, soprattutto nei giovani. Come si conviene ad un dibattito aperto a tutti e di largo respiro, l’incontro si è concluso – né poteva essere diversamente – senza alcun voto e quindi senza l’espressione di alcuna maggioranza favorevole alla proposta del segretario di addivenire ad un accordo con Venneri. Ricordiamo che il direttivo cittadino è composto da 28 persone per cui tale maggioranza non poteva esserci in considerazione, non solo della nostra presa di posizione, ma anche di quanto diramato per mezzo stampa in data 7 ottobre da 11 dirigenti del partito, fra cui 4 dei 10 componenti di Area Democratica, che avevano già preso le distanze dalle scelte della segreteria locale e provinciale. Sia chiaro! noi non siamo assolutamente contrari a “laboratori politici”. Anzi, siamo convinti che sia proprio questo il momento di intraprendere, nella nostra Città, percorsi nuovi e coraggiosi. Nuovi, in un progetto che abbia al centro l’economia, il marketing territoriale, l’efficienza amministrativa e dei servizi, la capacità di attrarre risorse europee e investimenti privati, che promuova strumenti urbanistici ed economici per restituire bellezza e ricchezza ad uno dei centri storici più belli d’Italia e ad uno dei paesaggi naturali più belli al mondo. Coraggiosi, come è coraggioso affermare – senza viltà e senza compromessi – che un periodo politico opaco della vita della nostra Città debba essere definitivamente chiuso. Quanto agli uomini di questa maggioranza morente, il Pd deve avere il coraggio di dire che “questo o quello per me pari sono!”. Quanto al futuro, il Pd deve avere fiducia nelle forze sane della società; deve trarre ispirazione dai giovani, dalle energie pulite, da chi ama Gallipoli e vuole lavorare e investire su di essa, per avviare un suo possibile ed indispensabile rinascimento. Con tale obiettivo rendiamo pubblico il presente “comunicato per la rinascita di Gallipoli”, auspicando la riunione formale del Direttivo, affinché lo discuta ed assuma, questa volta con votazione, le conseguenti decisioni d’ordine politico ed amministrativo”. In ogni caso, il sostegno del Pd a Venneri, non è proprio andato giù all'on. Vincenzo Barba, grande avversario dell'attuale primo cittadino di Gallipoli, che attacca Salvatore Capone, segretario provinciale dei Democratici commentando così le sue scelte: “Da una parte, i diktat dei suoi capi romani che gli impongono di sostenere a Gallipoli la Giunta Venneri per portare a termine una serie di accordi ben precisi. Dall’altra, gli iscritti gallipolini del Pd, la base, il cuore pulsante del partito, che dopo aver contrastato e avversato per anni 'l’insipiente Venneri', adesso, per una manovra di palazzo alla quale deve ubbidire il loro Segretario, se lo trovano come il 'Sindaco del migliore dei mondi possibili', senza alcuna opportunità che essi possano esprimersi per scegliere il primo cittadino”. Risponde Salvatore capone: “Sarei quasi tentato di offrire a Barba la tessera onoraria del Pd visto quanto ha preso a cuore le nostre sorti. Poi però osservo quello che ha combinato all’interno del suo partito e me ne guardo bene. Se avesse dedicato a Gallipoli anche solo la metà delle attenzioni che dedica a noi, probabilmente oggi la città non avrebbe i problemi che, grazie alla sua irresponsabilità, si sono accumulati in tutto questo tempo di paralisi amministrativa. Ringraziamo il deputato Barba per tutte queste premure – conclude il segretario Pd – ma pensiamo che, invece di venire a spolverare il mobilio di casa nostra, farebbe meglio a preoccuparsi per le macerie che ha prodotto in casa sua e nella città di Gallipoli. Oggi il nostro interlocutore non è sicuramente Vincenzo Barba, ma solo ed esclusivamente la comunità gallipolina. Ma Barba ne ha anche per il senatore del Pd Alberto Maritati che aveva definito prive di moralità le campagne elettorali dell'esponente del Pdl. “Il senatore Maritati – dice Barba – non si capisce bene sulla base di quali informazioni, sostiene che le mie campagne elettorali difettino di etica morale e, proprio per questo, può appoggiare e supportare incondizionatamente Venneri, adesso che si è allontanato definitivamente dal sottoscritto. Ma caro senatore, ma con quali voti pensa che sia stato eletto Venneri? Non pensa forse, come tutti sanno, che il suo successo elettorale sia passato inevitabilmente anche dall’appoggio di Vincenzo Barba? (…) Venneri siede, dove siede, solo e soltanto perché Vincenzo Barba, il suo gruppo ed il suo partito, attraverso le loro campagne elettorali, lo hanno supportato”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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