Rapina in villa: carabinieri catturano complice

Monteroni. Era riuscito a darsi alla fuga, mentre il suo compagno era stato bloccato. Rintracciato ieri pomeriggio, è finito in manette

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lecce hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare, una persona già nota, per il reato di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del capoluogo salentino (Dott. Alcide Maritati), su richiesta della locale Procura della Repubblica (Dott. Giovanni Gagliotta) ritenendo validi gli elementi di prova raccolti dai Carabinieri, nel corso delle indagini. I militari, il 29 settembre scorso, durante un servizio polizia giudiziaria, svolto tra Arnesano e la frazione Villa Convento, in zona colpita da numerosi furti in abitazione, avevano notato gli strani movimenti di due persone che si aggiravano con fare circospetto. Dopo qualche minuto i due, a bordo di una Fiat Punto, avevano raggiunto una zona isolata alla periferia del paese. Qui, il passeggero, con al seguito uno zaino, era entrato rapidamente in una villa disabitata, mentre il conducente sorvegliava la zona transitando nei paraggi più volte. Dopo pochi minuti, il passeggero, che aveva con sé anche un’altra borsa, era uscito dalla villa infilandosi velocemente nell’auto che si trovava ad attenderlo proprio davanti al cancello. A quel punto i carabinieri erano intervenuti riuscendo a bloccare il conducente, mentre il complice, dopo aver spintonato uno dei militari, era riuscito a scappare. Perquisita l’auto erano venuti fuori gli oggetti (penne stilografiche, orologi e gioielli per un valore di circa 15.000 €) trafugati poco prima nella villa, ma anche strumenti di effrazione e persino un trapano-flex. Tutti questi oggetti erano stati sequestrati. Il ladro, però, aveva lasciato anche numerose tracce del suo passaggio in quella villa, dove era riuscito ad entrare forzando sia il cancello d’ingresso che una finestra.

impronta

I segni di effrazione e le altre tracce, lasciate sul luogo del delitto, non erano sfuggite all’occhio attento dei carabinieri della sezione investigazioni scientifiche che avevano eseguito il sopralluogo. Tra gli elementi raccolti anche un’impronta di scarpa di una nota marca sportiva. Così, dal furto, considerata la violenza sulla persona, esercitata dopo la consumazione del reato si era passati al delitto di rapina impropria. Per questo, Vito Chimienti 31enne di Veglie, era stato arrestato in flagranza. Ieri pomeriggio, i carabinieri del Nucleo Investigativo, con la collaborazione dei militari della locale Stazione, in seguito ad un’irruzione all’interno di un alloggio popolare di Monteroni di Lecce, hanno catturato anche il complice che il 29 settembre si era dato alla fuga. A a è valso il tentativo di nascondersi sotto un letto. Michelangelo Perrone (questo il nome dell’arrestato), 40enne di Carmiano, sul cui conto gravano precedenti specifici, oltre ad essere stato riconosciuto dai militari anche perché vestiva gli stessi indumenti del giorno della fuga, indossava anche un paio di scarpe la cui suola è apparsa compatibile con l’impronta lasciata sul luogo del delitto.

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