Negri: la paralisi amministrativa è incapacità di governare

Copertino. Per Negri (Sel) “la revoca delle deleghe agli assessori è il segno di un malessere da poltrona dell’amministrazione Rosafio”

“La revoca delle deleghe agli assessori è il segno evidente di un malessere da poltrona che è divenuto ormai caratteristica predominante dell’amministrazione Rosafio. La totale paralisi a cui la nostra città è stata costretta in questi mesi si può spiegare soltanto con la mancanza di una idea di sviluppo e di una prospettiva di governo capace di andare oltre alla 'stupida' e 'vecchia' idea della politica intesa come clientela da soddisfare e prebende da elargire”. E' questo il commento di Gianmarco Negri (Sel) rispetto alla situazione politica che si è determinata a Copertino, dove il sindaco, Giuseppe Rosafio, ha ritirato le deleghe agli assessori per rilanciare l'attività amministrativa della giunta. “Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse tragicamente irreversibile – dice Negri -; se non ci si rendesse conto che i protagonisti di questo balletto della vergogna sono coloro che dovrebbero rappresentare e fare gli interessi dei cittadini copertinesi e, come tali, agire di conseguenza e avere rispetto della città e delle istituzioni. Assenti dalla città, lontani dal comune, persino latitanti dagli uffici dei loro assessorati, distanti da quelle che sono le problematiche reali della nostra città, capaci solo di fare gli interessi di pochi”. Morti viventi bravi a ritirare lo stipendio, li definisce il militante di Sinistra Ecologia e Libertà. “Avevano parlato di cambiamento e di partecipazione, avevano avuto il 'coraggio' di fare i 'nomi' mossi da uno spirito di onestà senza precedenti e senza ritegno, dimenticando di pronunciare i loro. Oggi possiamo dirlo, se mai qualcuno non se ne fosse ancora accorto. Non c’è alcun cambiamento. Non c’è volontà di amministrare. Non c’è capacità di programmare. Sono riusciti, a stento, a praticare la normale amministrazione, con sofferenza sono riusciti ad avere i soldi dalla Regione Puglia, molto meno di quelli che avrebbero potuto avere, rischiano di perdere fondi già elargiti dalla Regione, hanno rinunciato a centinaia di milioni di euro che la comunità Europea metteva a disposizione”. Poi inizia il lungo elenco delle denunce: Servizi Sociali totalmente demoliti; ruolo del Comune di Copertino negli organismi istituzionali intercomunali inesistente; svuotato la funzione dell'assessore all’interno del Piano di Zona. “Ciò che è stato ottenuto – continua Negri – è solo una promessa di finanziamento vincolata alle decisioni della Regione Puglia. Qualcuno vada a vedere che cosa ha ottenuto Leverano. Hanno trasformato un settore strategico come la cultura, in grado da solo di attirare migliaia di turisti, in una sorta di miniculpop copertinese, utile solo a qualche parente di qualche assessore e a qualche associazione 'zerbino'. Utilizzano il Parco della Grottella per la Festa della Birra e lo vietano alla giornata contro l’omofobia, adducendo come motivazione una strana incompatibilità con la figura del Santo. Qualcuno mi spieghi la compatibilità del Santo con la festa della Birra. Quotidianamente si assiste alla lenta agonia di coloro che si recano presso l’Ufficio Urbanistica senza ottenere risposte, indirizzi e certezze. È incredibile che un Ufficio nevralgico per la programmazione e lo sviluppo economico e sociale dell’intera città sia bloccato definitivamente. Chi se ne importa se hanno tolto le deleghe, che cosa mai potrà cambiare se ai protagonisti indiscussi di questo sfacelo verranno assegnate altre deleghe, quale vantaggio potrà mai avere la nostra città da una politica intesa solo come poltrone da assegnare in cambio della possibilità di andare avanti. Magari il buon Rosafio penserà di assegnare qualche delega a qualche scalpitante e irrequieto consigliere comunale? Forse questo lo aveva già compreso Del Prete? A tutto questo si aggiunga la perversa idea che questi amministratori hanno del Potere, la stupida convinzione di essere i Generali di Copertino, coloro che 'comandano' la Città e come tali si permettono di non informare i cittadini rispetto a quello che succede. In nessun paese, città, comune, villaggio,si sarebbe potuto verificare una cosa del genere, un sindaco che ritira le deleghe nella più assoluta segretezza, senza che né consiglieri comunali, ne i cittadini possano sapere e comprendere che cosa stia succedendo nella propria città e quali siano state le motivazione di una scelta grave e probabilmente necessaria. Noi però non ci rassegniamo. Non vogliamo pensare che i copertinesi abbiamo perso la capacità di indignarsi, non consentiremo che la bugia, il ricatto, la clientela trovino ancora casa nella nostra città. Non possiamo più permetterlo. Per questo ci chiediamo che fine abbia fatto il maggiore partito dell’opposizione, in quale stanza del 'potere' sia rimasto bloccato. Ci chiediamo se non sia l’ora che questi dirigenti del Pd si sveglino dal torpore e dalla catalessi che sembra ormai averli colpiti definitivamente e cerchino di comunicare alla città lo schifo imperante di questo Paese. Se non sono più in grado di farlo allora tornino alle loro cose, facciano altro, abbiano la dignità di ammettere il fallimento e lasciare ad altri la possibilità di ricostruire un fronte unico di opposizione. Lo chiediamo senza alcuna polemica ma con la forte convinzione che una Sinistra forte, nuova e soprattutto libera possa essere costruita anche a Copertino”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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