Grosso sequestro in un deposito non autorizzato di gas

I finanzieri di Leuca entrano per una semplice notifica, ma sequestrano 130 bombole di gas e oltre 154mila prodotti pericolosi.

Doveva essere un’attività di servizio rapida quella effettuata l’altro giorno dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Leuca nei confronti di un negoziante del Comune del basso Salento. Si è conclusa, invece, con un doppio sequestro di merce. Infatti, i Finanzieri, una volta entrati nei locali dell’impresa si sono trovati di fronte ad un deposito di gas propano liquido (Gpl) in bombole, non autorizzato. In particolare, il titolare non aveva la prevista certificazione antincendio, obbligatoria quando lo stoccaggio di tale prodotto altamente pericoloso supera i 75 kg. Invece, nel caso specifico, il quantitativo rinvenuto è risultato di gran lunga superiore, pari ad 875 Kg. I finanzieri, dopo aver informato il magistrato di turno, hanno sottoposto a sequestro le bombole contenenti il Gpl eccedente il limite consentito, procedendo poi alla relativa denuncia alla Procura della Repubblica del responsabile, per aver omesso di comunicare la detenzione di materiale esplodente ed infiammabile. Contestualmente, hanno riscontrato che moltissima merce destinata alla vendita ed esposta al pubblico, era sprovvista dell’etichettatura che avrebbe dovuto indicarne la provenienza, la tipologia dei materiali utilizzati, ed altre informazioni rese obbligatorie dalla normativa vigente proprio al fine di tutelare i consumatori. Alla fine sono stati conteggiati 154.729 articoli non in regola, tra accessori per donna e prodotti di cancelleria, per un valore stimato di circa 150.000 euro. Tutta la merce è stata quindi sequestrata e il titolare rischia, per aver immesso in commercio prodotti potenzialmente pericolosi per la clientela, una multa che può variare da cinquecento a venticinquemila euro.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!