Scenari di sviluppo sostenibile per il Salento. Cosa fare ora

Giro di opinioni a margine del forum “Salento 2010: Convergenze Possibili” sulle energie alternative, svoltosi a Lecce il 24 settembre

Quella del 24 settembre 2010 al Fondo Verri a Lecce è stata un’occasione, per affrontare l’argomento “scottante” delle energie alternative attraverso il confronto aperto tra imprenditori, politici, associazioni ambientaliste, cittadini. Al forum, cominciato con il saluto dell’assessore all’ambiente Gianni Garrisi, intervenuto in rappresentanza del Sindaco di Lecce, hanno partecipato Antonio Mengoli di Confindustria Lecce, Luca Calò (Kaleos), Vander Tumiatti (Sea Marconi), Vito Rizzo (Io Conto, il cui intervento è pubblicato in versione integrale in questa pagina), Antonio De Giorgi (Forum Ambiente e Salute), Sergio D’Amico (Pro Natura), Laura Longo (Ripensandoci). La premessa del forum, resa pubblica con largo anticipo, era di discutere dei fatti e non di “elencare” semplici opinioni, supportando le proprie tesi con dati verificabili e oggettivi. Gli organizzatori, scrivono che, a distanza di qualche giorno dal forum hanno sentito alcuni dei partecipanti all'iniziativa in merito alle “destinalità” ambientali e imprenditoriali nel nostro territorio. Antonio Mengoli responsabile del settore energia di Confindustria ritiene che i problemi principali per le imprese in genere sono gli alti costi dell’energia, più alti di quelli che affrontano i loro concorrenti europei e la “fluidità” del quadro normativo, che rende estremamente difficile fare investimenti sul medio lungo periodo. E il federalismo energetico di cui si parla oggi non migliorerà la situazione, anzi. Luca Calò di Kaleos sottolinea la necessità di promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso la realizzazione degli impianti fotovoltaici di uso domestico e aziendale, perseguendo lo scopo della massima integrazione architettonica attraverso la bioedilizia. Vito Rizzo di “Io Conto” di Ugento ritiene che vi sia una scarsa attenzione verso le esigenze pubbliche da parte della politica locale e l’eccessiva mole di proposte relative al settore delle energie rinnovabili che assedia i tavoli degli amministratori locali e in attesa di approvazione. Secondo Rizzo non bisogna cedere al ricatto occupazionale di imprenditori a e politica che forniscono cifre non veritiere. Per Io Conto “l’amministrazione regionale dovrebbe darsi un nuovo programma che stabilisca con quale quantità e qualità la Puglia deve fare la sua parte per tenere fede agli accordi di Kyoto”. Da qualche parte bisogna pur cominciare perché vi sia uno sviluppo “ecosostenibile” del Salento. In allegato il numero speciale del Tacco sui rifiuti. Articoli correlati Rinnovabili: emanate le linee guida nazionali. In vigore dal 2 ottobre (25 settembre 2010) Mafia ed energie rinnovabili in Salento (21 settembre 2010) 25 settembre 2010 – “Io Conto” al seminario su bioenergia e ambiente Si è svolto ieri mattina a Lecce, presso la sede di “Fondo Verri” il Forum “Bioenergie & Protezione Ambientale: Scenari di sviluppo Sostenibile per il Salento. Ambiente, salute,ecologia ed energia”. Il comitato “Io Conto” di Ugento vi ha partecipato con il suo presidente Vito Rizzo confrontandosi con gli imprenditori del settore. Grande assente, la Politica. Intervento di Vito Rizzo “Da mesi ormai chiediamo a gran voce degli incontri chiarificatori con gli “addetti ai lavori” del mondo della Politica e dell’Imprenditoria, sull’argomento dello sviluppo Sostenibile per il Salento. Oggi abbiamo il piacere di essere qui, finalmente a discutere con Voi di quanto ci sta a cuore e per questo mi corre l’obbligo di ringraziare l’organizzazione del seminario per averci concesso questa opportunità. Al di là dei pregiudizi e delle 'frasi fatte' che si sono usate per descrivere noi sostenitori dei tanti “No”, da parte dei vari interlocutori 'mediatici' che riguardavano proposte progettuali, a nostro parere, faraoniche e vuote di significato nella direzione della sostenibilità ambientale, oggi finalmente abbiamo la possibilità di spiegare le nostre motivazioni e soprattutto le nostre proposte attuabilissime. Abbiamo finalmente la possibilità di confrontare le nostre idee di “una sparuta fetta di pseudo ambientalisti”, come qualcuno ama apostrofarci, con l’altro pensiero del fare selvaggio purché si faccia. La Puglia tutta ed in particolar modo il Sud Salento ha subìto e subisce continuamente un attacco indiscriminato al territorio e all’ambiente in nome di una nuova era basata sulle così dette 'Energie Alternative'. Ormai sono migliaia i progetti che fanno traboccare gli uffici tecnici Comunali e Regionali riguardanti impianti fotovoltaici, impianti eolici sulla terraferma e persino in mare, impianti a biomasse, impianti di trattamento di rifiuti, tutto questo ha una portata distruttiva ben più estesa e devastante degli 'attacchi Turchi di 5 secoli fa; si solo i Turchi sono riusciti nella metà del ‘500 a compiere le razzie e le distruzioni che si vogliono perpetrare oggi' (da una riflessione scritta da G. Colella, giornalista corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno), questo può sembrare esagerato, ma dà la giusta idea di quello che sta succedendo. Qui potremmo, farvi un elenco infinito di situazioni ma ciò porterebbe solo a perdere di vista il vero motivo del nostro incontro e quindi renderlo vano, anche perché mentre noi parliamo l’elenco si sta già allungando in quanto in qualche ufficio comunale si sta già presentando o discutendo un nuovo progetto. Tutto questo grazie ad un intesa suicida tra la Politica e l’ Imprenditoria, che a braccetto hanno permesso tutto questo senza nessuna programmazione, in nome di una 'corsa sfrenata al falso raggiungimento di obbiettivi fissati da trattati internazionali'. Noi riteniamo invece che vada aperta una discussione sul problema per discutere di quale potrebbero essere le soluzioni immediate che la nuova Amministrazione Regionale deve darsi e cioè quella di un nuovo programma per stabilire in che quantità ed in che qualità (rispetto ai siti da scegliere) la Puglia debba fare la sua parte per tenere fede agli accordi di Kyoto, tanto sbandierati dai nuovi colonizzatori del Salento. Non dimenticando che lo zelo per salvare il pianeta dal surriscaldamento globale potrebbe essere ottemperato anche impegnandosi in operazioni virtuose di rimboschimento, di cui il Salento ha da duecento anni ormai tantissimo bisogno; terra di foreste un tempo, poi selvaggiamente ed immeritatamente disboscata con gravi conseguenti dissesti. Desta perplessità come in Puglia, terra di turismo ed alti valori culturali e paesaggistici connessi al territorio e alla sua estetica, si sia sottaciuto questa possibilità della riforestazione seguita da agronomi, botanici, storici e paesaggisti, in favore invece della distruttiva 'corsa all’oro' alle energie rinnovabili in forme industriali ad alto impatto! Un aspetto aggravato dal fatto che l’energia prodotta da questi nuovi impianti non è andata e non andrà in alcun modo a ridurre l’uso dei combustibili fossili nelle centrali preesistenti, tutt’altro! L’energia prodotta da questi nuovi impianti non andrà ad una revisione delle tariffe di costo energetico per le famiglie e le aziende, ma vanno nella direzione della Monopolizzazione delle stesse pari pari come è successo nel passato con la gestione della distribuzione dei carburanti e come è successo nella gestione della telefonia. Tutto questo nella logica della vendita dei 'certificati verdi' che sta consentendo alle industrie elettriche a combustibili fossili di mantenere inalterate se non anche incrementare le potenze fornite, con grande beffa di chi ha accolto le centrali industriali a fonti rinnovabili come panacea dei mali prodotti dalle centrali tradizionali, che hanno già incrementato oltremodo la produzione pugliese di energia, come è a tutti noto, a danno del paesaggio e della qualità della vita! Ed ecco che ci siamo chiesti : 'ma dei tanti impianti fotovoltaici (realizzati, in corso di realizzazione ed in fase di progettazione) quanti hanno contribuito o contribuiranno a diminuire le emissioni di Cerano? In quale piano sono contemplate le dovute norme che regolano la diminuzione di emissioni a fronte di nuovi fonti energetiche pulite?' in poche parole non si può dare della Puglia la falsa idea della 'Energy valley' d’Italia poiché quello che sta accadendo sotto i nostri occhi e soprattutto sotto i vostri occhi, e mi riferisco principalmente ai Politici, niente ha che fare con quella tanto osannata, '..industria delle fonti rinnovabili…' ma è soltanto pura e sola speculazione a scapito del territorio, della salute e delle tasche dei cittadini per il solo vantaggio e tornaconto dei nuovi 'Saraceni'. Il problema va visto e risolto, secondo noi, rivedendo in toto l’attuale situazione legislativa Regionale; va visto e risolto nell’attuazione di norme nazionali (vedi poteri discrezionali ai funzionari), che hanno prodotto delle falle dalle quali si infila di tutto e di più. Da qui nasce il bisogno/dovere della nuova Amministrazione Regionale di mettere immediatamente fine a questo attacco indiscriminato e senza scrupoli del territorio per poi riprogrammare un autentico piano di sviluppo e di incremento; ed è notizia di questi giorni che sia Il Presidente Vendola che l’Assessore Nicastro, con il quale abbiamo avuto un incontro a maggio 2010, all’indomani del suo insediamento, finalmente dichiarano che è ora di regolamentare questa folle corsa all’oro. Ci corre l’obbligo ribadire quanto già detto all’Assessore Nicastro, un Si fermo e convinto alle nuove energie alternative che vadano però soltanto ed esclusivamente nella direzione della sostenibilità ambientale; ovvero una politica che imponga il divieto assoluto di ubicazione dei pannelli al suolo in zone agricole di pascolo o naturali, favorendo la loro destinazione solo in aree industriali preesistenti e su superfici di origine antropica biologicamente morte di strutture moderne, quali tetti di edifici privati, capannoni industriali, edifici pubblici, caserme, scuole, tettoie di parcheggi; che ancora vada nella direzione dell’autoconsumo delle famiglie, degli enti locali e delle aziende comprese quelle agricole! Da qui nasce ancora il bisogno/dovere delle Amministrazioni Locali di fissare dei limiti considerevoli a siti e a potenze dei singoli grandi impianti diversi dall’autoconsumo, tenendo presente che non esistono aree agricole degradate che non si possano rinaturalizzare, rimboschire con essenze autoctone o ricoltivare, da lasciar sfregiare al fotovoltaico, all’eolico o alle biomasse concepiti in misura industriale! Senza contare della pericolosa ingerenza del malaffare, come aimè, provato in Sardegna con lo scandalo dei mega impianti eolici. Non bisogna ricorrere al 'ricatto occupazionale' per domare le popolazioni, né da parte della politica né da parte dell’Imprenditoria dando cifre false e non veritiere, dichiarando in più occasioni che in 5 anni le imprese hanno investito ben 5 miliardi e creato 30.000 posti di lavoro nel settore, io andrei più cauto con dichiarazioni che non sono supportate da elementi certi e provati. Come siamo certi che una mancata programmazione non ci dà sicurezza sulla fine dello sfruttamento di tali impianti che una volta esauriti non sappiamo come saranno smaltiti e come saranno riconvertiti i terreni utilizzati; non possiamo pensare che oggi é oggi e domani si vedrà, ma al contrario il domani lo dobbiamo conoscere già da oggi. Noi riteniamo che potrebbero essere creati 30.000 posti di lavoro ma solo se spalanchiamo le porte all’autoconsumo, all’uso degli incentivi alle famiglie, alle aziende. Pensiamo un attimo a quanti studi professionali di progettazione, a quante piccole imprese produttrici, fornitrici ed installatrici si darebbe veramente vita di fronte ad una ampia apertura di questa portata e se a tutto questo aggiungiamo il pieno ed assoluto rispetto dell’ambiente che ne scaturirebbe allora si che la politica e gli imprenditori avranno fatto un buon lavoro. E noi saremo contenti di vivere del vero miracolo economico dato da uno Sviluppo Sostenibile fatto da Ambiente e salute nonché ecologia ed energia. Tutto questo viene provato da fatti concreti dalle esperienze fatte da altri, vedi la Germania in primis e le nazioni del Nord Europa, dove con leggi appropriate hanno raggiunto il giusto equilibrio tra sostenibilità ambientale e sfruttamento delle energie naturali. Facciamo tutti un bagno di umiltà guardiamo a queste esperienze positive e impariamo”. 24 settembre 2010 – Scenari di sviluppo sostenibile: bioenergia e ambiente Si svolgerà oggi dalle 9 alle 13, presso il Fondo Verri di Lecce, il convegno “Bioenergia & Protezione Ambientale: Scenari di Sviluppo Sostenibile per il Salento” con il forum “Salento 2010: Convergenze Possibili” per discutere le tematiche calde della questione ambientale nel Salento. Obiettivo dell’incontro è creare consapevolezza e massa critica nei confronti delle scelte relative allo sviluppo del territorio, con una particolare attenzione nei confronti delle decisioni concernenti l’energia, per loro natura piuttosto invasive. “Come noto, alcune amministrazioni salentine, così come gli organismi competenti in materia di energie, ambiente e non solo, dell'attuale amministrazione regionale pugliese, stanno investendo direttamente, oppure favorendo gli investimenti privati, nella realizzazione di impianti eolici, fotovoltaici e di altre tipologie caratterizzate dal notevole impatto ambientale. Si tratta in molti casi di impianti la cui totale incompatibilità col territorio salentino è messa in evidenza nello stesso Piano Paesaggistico della Regione Puglia: il Pptr recentemente approvato dalla Giunta Regionale. Accade così che, a causa della disinformazione prevalente, ma anche del clima di allarmismo cui contribuiscono sovente anche i media, si generi nei cittadini una preoccupazione a volte giustificata, a volte no, e si rischia di perdere importanti opportunità di crescita. Ne emerge così l’esigenza di affrontare il complesso e ampio tema del territorio, in tutti i suoi molteplici aspetti: dalla pianificazione ambientale, al turismo, al paesaggio, alle opere marittime, alle energie. In una parola: sviluppo in tutte le sue accezioni. Un tema che, come sappiamo, riguarda molto da vicino il territorio, ricco com’è di materia prima (sole, vento, prodotti residuali dell’agricoltura) ma soprattutto i cittadini, perché coinvolge direttamente il loro presente, ma anche il loro futuro e quello dei propri figli. Ragione per cui certe scelte, tra cui quelle concernenti l’energia, per loro natura capaci di sovvertire in modo invasivo e duraturo l’assetto di un intero territorio non possono essere lasciate esclusivamente al gioco della politica e/o degli interessi privati. Ecco perché riteniamo fondamentale promuovere un confronto pubblico allargato a tutte le forze sociali, affinché quelle stesse scelte siano il più possibile condivise e non subite”. “Salento 2010: Convergenze Possibili” Il forum “Salento 2010: convergenze possibili” si è svolto il 19 marzo scorso alle Officine Cantelmo di Lecce e ha coinvolto istituzioni pubbliche ma anche privati, operatori culturali, comitati, associazioni, testate giornalistiche, salentine e non, in una interessante disamina di ciò che si agita sul territorio, per ascoltare e proporre ipotesi di progettualità che possono fare “grande” il Salento. Tra gli obiettivi del forum, “fare rete” al fine di agevolare sviluppo, innovazione, ricerca, crescita economica, e comunicazione. Ma non solo: si è cercato di contribuire a trovare soluzioni capaci di valorizzare al massimo grado alcune delle risorse tipiche del Salento, come sono quelle agricole, e dare un piccolo stimolo alla creazione di un indotto culturale ed economico per la creazione di prospettive di crescita e di un futuro sostenibile.

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