Marocchina violentata e segregata: 7 anni al suo aguzzino

Condannato in 1° grado a 7 anni di reclusione, dal tribunale di Lecce, Mohamed Aissa, 27enne marocchino

E’ stato condannato in primo grado a sette anni di reclusione, dai giudici del Tribunale di Lecce, Mohamed Aissa, il 27enne marocchino accusato di aver segregato, seviziato e violentato per due giorni una sua connazionale e amica d’infanzia. L’uomo aveva convinto la vittima a raggiungerlo in Italia, in un paesino del basso Salento, con l’illusione di un posto di lavoro da badante. Ad attendere la donna, però, secondo la ricostruzione dei giudici, non ci sarebbe stato il sogno di una vita migliore, ma un inferno di violenze e soprusi. Una volta raggiunto il suo vecchio amico, la cittadina di origine marocchina sarebbe stata segregata in casa, nella camera da letto (da cui sarebbe uscita solo per mangiare) e picchiata e stuprata ripetutamente.
Violenze che sarebbero andate avanti per un paio di giorni, nel gennaio di quest’anno, finché la donna non sarebbe riuscita a sfuggire al suo aguzzino e a scappare da quella prigione. 
 Sarebbe stata la stessa vittima a recarsi presso la locale stazione dei carabinieri per denunciare le violenze subite. Aissa era stato rintracciato e arrestato poco dopo. Oltre alla testimonianza della donna, fondamentali sono risultati alcuni tracce biologiche rinvenute sulla vittima. Le successive analisi hanno stabilito che il luquido seminale raccolto sul corpo della giovane donna apparteneva a Mohamed Aissa. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Stefania Mininni, aveva invocato una condanna a dieci anni. L’imputato è difeso dall’avvocato Umberto Leo.

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