Dario Ginefra scrive al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola

Il Deputato PD, Dario Ginefra scrive una lettera a Nichi Vendola, per creare un futuro migliore per la Regione Puglia

Caro Nichi, mi rivolgo a te come a uno dei principali interpreti dell’esigenza di rinnovamento della Puglia. Quell’esigenza di rinnovamento che ha trovato sbocco e rappresentazione nella stagione apertasi con le primarie del 2005 e con la successiva vittoria del centrosinistra alle regionali. La stagione della cosiddetta “Primavera pugliese” o, se vogliamo, della “Puglia migliore”. Slogan forse sintetico, ma azzeccato. Perché io credo veramente che la Puglia, in virtù e in forza del percorso che siamo riusciti, tutti insieme, ad avviare proprio a partire dal 2005, sia migliore. È migliore perché ha dato voce e spazio alla progettualità e alle capacità di tanti giovani. È migliore perché ha saputo coniugare esigenze di crescita economica, imprenditoriale e lavorativa con un modello di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile. È migliore perché ha richiamato risorse e investimenti di aziende che hanno creato buona occupazione. È migliore per una legislazione sociale avanzata che ha messo al centro le famiglie e che ha creato condizioni di inclusione per i migranti. È migliore per la rivoluzione negli spostamenti e nei trasporti. È migliore, soprattutto, perché questa ventata di rinnovamento ha investito non solo i contenuti della politica e dell’amministrazione, ma anche i processi. Per adoperare una formula abusata, il cambiamento c’è stato, ed è stato nel merito ma soprattutto nel metodo. E parlo di percorsi collegiali e condivisi nella formazione delle decisioni. Parlo dell’ansia di protagonismo e di partecipazione che ha coinvolto non solo i soggetti della scena partitica ufficiale, ma anche tante cittadine e tanti cittadini, soprattutto giovani, che hanno riscoperto il gusto della politica come passione comunitaria. Parlo dello spazio e del ruolo dati ai soggetti dell’associazionismo e del terzo settore non solo nell’individuare problemi e istanze, ma anche nel proporre possibili soluzioni. Parlo, insomma, di politica e società civile che hanno ricomposto quello che per molti autori e analisti era un antico e insanabile divario, rimescolandosi e trovando felici e feconde occasioni di amalgama e di sintesi. E però, non sarei onesto se non dessi voce a un malessere che avverto da un po’ di tempo. Un malessere che mi assale ogni volta che, da parlamentare eletto in Puglia, mi calo nelle questioni della mia terra. Ed è in queste occasioni che mi sembra di vedere una regione in cui il confronto politico è condizionato e quasi falsato da dibattiti di altra natura e altro livello, e percorsi differenti (quello amministrativo e quello politico, quello locale e quello nazionale) si intersecano, si avviluppano e creano un pericoloso cortocircuito. Un nodo che abbiamo il dovere di cercare di sbrogliare. Perché, se viene meno il presupposto delle elezioni immediate, non possiamo sfiancarci – e soprattutto sfiancare la Puglia – in una sorta di campagna elettorale permanente. Non possiamo lasciare che di qui a tre anni le questioni pugliesi siano messe da parte o peggio “messe al servizio” di altre logiche. Non possiamo, per parlare con franchezza, logorarci e lasciar logorare la Puglia in nome del dibattito sulla premiership nazionale. Dibattito in cui la tua figura di presidente della regione si sovrappone e si confonde con la tua figura di leader e portavoce nazionale di un movimento che attualmente si sta strutturando come partito. E tutte e due le figure sbiadiscono per far emergere in controluce la figura del candidato a premier del centrosinistra. Anche perché, e lo dico con serenità e con affetto, una discussione del genere che si protraesse per altri tre anni finirebbe per fare del male anche a te: finirebbe per far prevalere il fenomeno del “vendolismo” sull’uomo e sul politico Vendola. E non credo che questo sia nelle tue intenzioni o nei tuoi progetti. E allora, l’appello che faccio a tutti, a me per primo, è a riportare le cose alle loro dimensioni e alla loro misura e a evitare pericolose confusioni e sovrapposizioni. Perché la Puglia riprenda quel cammino che l’ha portata oggi a essere la regione migliore che tutti conosciamo e perché l’Italia possa intraprendere un percorso del genere in un futuro che tutti speriamo prossimo. Ma un futuro del genere dobbiamo costruirlo insieme, e con molta pazienza. Dario Ginefra – Deputato PD

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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