Piano di rientro sanitario: stop alle assunzioni

Hanno preso il via oggi, i lavori del Consiglio regionale per l’approvazione dei tre articoli (blocco internalizzazione e turn-over e tetti di spesa ai privati accreditati) del ddl sulle richieste del governo che rappresentano la “conditio sine qua non” sarebbe impossibile ottenere il via libera al Piano evitando la sanzione da 500 milioni sul Fondo sanitario. Le conseguenza saranno pesantissime perchè per oltre 5 mila lavoratori delle Asl svanisce la speranza del posto fisso. Ai manager delle Asl (sino al 2012) sarà interdetto di assumere e ci sarà lo stop dei rimborsi di prestazione extra-tetto alle cliniche private. Le reazioni e i commenti Nichi Vendola, presidente Regione Puglia “Il governo centrale ci impone di bloccare i processi di internalizzazione e stabilizzazione dei lavoratori esternalizzati, cioè ci impone di bloccare un processo virtuoso che portava a emersione il lavoro in condizioni talvolta semischiavistico; portava a legalità ciò che troppo spesso è confinato nel buio, restituiva diritti ai lavoratori, e ci consentiva di risparmiare e di migliorare la qualità del servizio. Questo è il punto per cui io denuncio nel centrodestra pugliese una specie di intelligenza del nemico. È un atteggiamento davvero drammatico. Ora ognuno si deve assumere le proprie responsabilità: noi ci assumiamo quella di vivere un passaggio così doloroso, però dobbiamo raccontare la verità di quello che sta accadendo”. Onofrio Introna, presidente del Consiglio Regionale “Una decisione sofferta, necessitata, temporanea, che in prospettiva potrà essere stralciata dal piano di rientro sanitario. Comprendo che per chi resta in una condizione di precariato la situazione è pesante e dolorosa, ma l’invito è ad avere fiducia negli impegni della Giunta e del Consiglio. Stiamo lavorando insieme, forze di maggioranza e di opposizione, perchè questi aspetti possano essere stralciati da una materia più complessa come quella del piano di adeguamento. L’adozione del blocco è necessitata dalle richieste del governo nazionale, ma non è in discussione la volontà della Regione, nell’unità e nella compattezza, senza distinguo: è quella di internalizzare, già affermata all’unanimità a febbraio e rappresenta una soluzione positiva nell’interesse della sanità e dei lavoratori”. Tommaso Fiore, assessore alla Sanità “Il piano di rientro è l’adeguamento dei servizi sanitari alla dotazione finanziaria del governo. Non dipende da sperperi, sprechi o altro. Il piano dipende dal fatto che il governo dice ‘non dovete spendere un euro in più di quello che io vi do’. E questo per noi significa tagliare servizi. I nostri amici del governo sono convinti che il mercato, lo stesso che ha creato la crisi economica più grave di questo secolo, sia il supremo regolatore; e che tutto ciò che si fa contro il mercato è peccato”. I lavoratori Manifestazione di protesta, a Bari, in viale Capruzzi, fuori dalla sede del Consiglio regionale. La protesta, organizzata da Alternativa Comunista, ha mobilitato oltre 200 lavoratori aderenti alle sigle sindacali Usb e Usppi, che hanno detto no al Piano sanitario della Giunta Vendola concordato/ imposto dal Governo Berlusconi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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