Operazione 'Motorace'

Condanne per complessivi 206 anni di carcere sono stati inflitti in abbreviato, dal gup Annalisa De Benedictis, ai 20 imputati del processo Motorace

Oltre due secoli di carcere sono stati inflitti dal gup del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis, in primo grado, nel processo con rito abbreviato scaturito dalla cosiddetta operazione “Motorace”, condotta nel giugno del 2009 dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Lecce e dei Comandi provinciali di Lecce, Brindisi, Bari e Padova, e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo salentino. Operazione che portò all'esecuzione di ventuno ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, partite sin dal 2005 nell'ambito della cattura del latitante Antonio Palazzo, permisero di tracciare una vasta rete criminale operante nelle province di Lecce e Brindisi, ripercorrendo i vari passaggi capaci di portare fiumi di cocaina nel Salento. Secondo la tesi investigativa vi erano diversi i canali con cui i gruppi si rifornivano di droga in grandi quantitativi: dalla Svizzera, dal capoluogo lombardo e da quello pugliese. La cocaina veniva poi smistata attraverso i vari sodalizi criminali riconducibili alla Sacra corona unita e distribuita nelle varie piazze di spaccio. Oggi, a distanza di poco più di un anno dagli arresti, sono arrivate le condanne per venti degli indagati che hanno scelto il giudizio abbreviato. In particolare sono stati condannati a 16 anni Roberto Colazzo, presunto affiliato al clan “Cerfeda” e a capo del gruppo; Raffaele Martena, vicino al clan “Buccarella” e Giovanni Perrone, vicino al clan “Tornese” di Monteroni. Per Ivan Martucci (vicino al clan “Buccarella”) la pena è stata di 12 anni. Michele Calzolaio, legato al clan “Parisi” di Bari; Vincenzo Amato (esponente del clan “Coluccia” di Galatina); Francesco De Tommaso; Maurizio Provenzano; Roberto Solito; Felice Natali; Raffaele Parlangeli; Mario Leone; Massimiliano Perrone e Trentino Spano sono stati tutti condannati a 10 anni. Pene più lievi per Roberto Maggio; Mario Miglietta (vicino al clan “Buccarella”); Adriano Brunetti; Lorenzo De Pace e Giovanni Casaluci, per i quali la pena inflitta è di otto anni. Sei, infine, per Maurizio Greco.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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