Quando la cucina povera è un’arte

Prodotti semplici e genuini alla base dei piatti più ricercati della tradizione. L’estro, l’ingrediente segreto (e vincente) di ogni ricetta

Il Salento, terra di storia, arti e tradizioni secolari e crocevia di popoli e culture perenne, come le onde che nei suoi due mari si lasciano e si prendono, in un eterno fluire. Il Salento e il suo calore, la sua cordialità, la sua specie. Un tatto tipico, di accogliere e servire, raccontare e andare, salutare e ancora dare. Il Salento e i suoi viaggi, dall’entroterra alle coste, attraverso paesaggi di sconfinata bellezza. Il Salento e i suoi profumi, i suoi colori, i suoi sapori unici, inconfondibili, inebrianti: perché vengono dalla sua terra, dal suo mare, dal suo cielo; quella terra, rusciara, che qualcuno, ancora, con quella semplicità che oggi meraviglia, continua a chiamare povera… Una cucina povera, per definizione quella salentina, ma fatta di ricette preziose, che si tramandano di generazione in generazione. Ed ecco che quei piatti della tradizione, fatti – ancora – con il grano, l’orzo, il farro e le verdure di stagione, i legumi, il buon olio extra vergine d’oliva, quelle erbette tanto sfiziose raccolte in campagna, il pesce appena pescato, i formaggi e le carni d’allevamento possono diventare anche squisitamente unici, andando a soddisfare pienamente tutte le esigenze nutrizionali che la migliore dieta mediterranea suggerisce. Ma diremo pure che la fantasia delle massaie d’un tempo ha saputo trasformare, come per magia, quegli ingredienti tanto umili e tanto abbondanti e vari, in pietanze per veri buongustai. Un viaggio alla scoperta del Salento da gustare comincia proprio da qui, dalla consapevolezza di quanto estro e quanta versatilità, quanto sano e gustoso eclettismo, caratterizza le ricette più popolari e ricercate della gastronomia salentina.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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