Al web il Nobel per la Pace 2010. Anche Vendola dice sì

“Internet for peace” è una campagna lanciata dal mensile “Wired Italia” e per candidare la rete al prestigioso riconoscimento

Nichi Vendola sostiene la campagna “Internet for peace”, pensata e organizzata dal mensile “Wired Italia” e dal suo direttore Riccardo Luna, per candidare Internet al Premio Nobel per la Pace 2010. Perché Internet è un enorme propulsore di messaggi di pace e di libertà. La Rete è sempre più un vero e proprio luogo del possibile, in cui milioni di persone dialogano, si scambiano speranze ed esperienze, scienza e conoscenza. La Rete ha il pregio di superare le barriere geografiche e abbattere i muri innalzati dai potenti e dai governi a protezione dello status quo, facilitando la conoscenza e la naturale predisposizione dell’essere umano all’empatia. La Rete consente l’estensione delle capacità delle donne e degli uomini e preme per l’attuazione di forme di democrazia partecipata, in cui ognuno è chiamato al proprio compito di cittadino del mondo. Internet ci fa vedere la faccia pulita della globalizzazione, quella dell’estensione dei diritti civili e sociali e della rivendicazione di libertà e giustizia per gli oppressi. E ci permette di osservare ciò che succede in ogni parte del mondo. Pensiamo al ruolo della Rete e delle sue applicazioni nella vicenda delle scorse elezioni politiche in Iran. Anche le grandi testate e i telegiornali utilizzavano immagini e video amatoriali estratti dalla rete. Pensiamo a come tutto il mondo abbia avuto la possibilità di osservare e guardare ciò che altrimenti sarebbe stato impossibile per via della censura imposta dal governo iraniano. E pensiamo a Neda, divenuta simbolo di quella lotta e di quelle rivendicazioni proprio perché la sua morte ha bucato i limiti e i confini del suo paese, entrando nel nostro privato, riannodando i fili di una umanità lacerata. La Rete costruisce pace perché unisce, perché narra porzioni di racconto che altrimenti non avrebbero voce.

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