C'è crisi. Grandi aziende chiudono

Per una vertenza che rientra, di Fiat Cnh, drammatiche situazioni occupazionali persistono. Su tutto, l'ottimismo del Presidente Gabellone

Pervisto autunno caldo nel Salento. Per una vertenza che “rientra”, quella della Fiat Cnh (dopo due anni di cassa integrazione, 340 operai potranno tornare a lavorare nello stabilimento leccese), drammatiche situazioni occupazionali si stagliano sullo sfondo. Una su tutte la Ntc (Nardò Techniacl Center) di Nardò. Ne avevamo già parlato: la società gestisce un famoso centro tecnologico localizzato in agro di Nardò dove è possibile testare i veicoli 363 giorni all'anno, su 3 turni, 7 giorni alla settimana, grazie alla sua posizione geografica e alle condizioni climatiche. Tanti operai della ditta sono in cassaintegrazione e questo sostegno economico si esaurirà il prossimo dicembre. Quale il destino lavorativo dei dipendenti dell'azienda? E delle loro famiglie? Marcello Scialpi e Salvatore Sacco, due lavoratori, hanno scritto un messaggio sulla bacheca del Tacco, in cui si definiscono “collaudatori per dieci anni sfruttati e sottopagati e adesso cacciati” e hanno anche aperto una pagina Facebook (qui) in cui raccontano, giorno per giorno, le traversie lavorative che devono affrontare. Poi c'è la Bat (British American Tobacco), il colosso mondiale nel settore del tabacco che vende prodotti in oltre 180 mercati. La notizia del 2 settembre è che la “British American Tobacco” (stabilimento di Lecce) sarebbe intenzionata a trasferire la produzione in Romania. I dipendenti e coloro che lavorano nell'indotto potrebbero ritrovarsi senza lavoro. Nel giro di poco più di due settimane, dopo incontri, dichiarazioni e smentite, l'azienda comunica che, presso la Manifattura Tabacchi di Lecce, la produzione di sigarette cessa, ma “l'impegno di individuare misure intese a garantire la tenuta dell'assetto sociale ed economico del territorio anche attraverso soluzioni di riconversione del sito che rappresentino alternative sostenibili alla produzione di sigarette e che garantiscano il mantenimento degli attuali livelli occupazionali” (18 settembre 2010). E' emerso che i costi complessivi dello Stabilimento di Lecce sono significativamente superiori alla media di quelli degli altri siti produttivi Ue. Ne deriva l'impossibilità di allinearli alla media europea. Questa, in sintesi, l'analisi della Bat. Per oggi è previsto uno sciopero di 8 ore e per domani un'assemblea. Poi, il 24 settembre, un nuovo incontro con l'azienda a Lecce. Per seguire la vicenda Bat, cliccare qui. Intanto, un'analisi generale sull'imprenditoria salentina è del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, che parla di una prima boccata d'ossigeno per tutto il sistema. Il periodo compreso tra aprile e giugno 2010, infatti, “ha segnato un saldo positivo nella nascita di nuove imprese (+659), fissando il tasso di crescita economica della Provincia di Lecce allo 0,93%, un dato che non si riscontrava dal 2° trimestre del 2002” dice il presidente. “A questo dobbiamo necessariamente legare in maniera indissolubile il futuro delle centinaia di lavoratori impegnati in questi mesi in vertenze occupazionali centrali nell'azione delle istituzioni salentine e per cui già nei prossimi giorni sono attesi incontri decisivi, destinati a mettere l'integrità occupazionale di centinaia di addetti davanti ad ogni scelta imprenditoriale”. Dalle sue parole, traspare dunque un cauto ottimismo. I dati economici della Camera di Commercio, che collocano la Provincia di Lecce “al di sopra della media della crescita economica nazionale”. “Fa riflettere positivamente, osservando questi dati – analizza ancora – come il settore dell'edilizia registri il tasso di crescita più elevato (+1,11%), segno evidente che le misure anticicliche messe da subito in campo dalla Provincia hanno potuto contribuire al risultato positivo: l'avvio ad inizio di Legislatura di oltre 40 milioni di euro di cantieri stradali, il riattivarsi degli appalti, dei lavori pubblici, ha restituito iniziale vitalità al settore, che lentamente torna come altri a respirare”. “Non trascurabile, poi anche il saldo positivo in questo trimestre di ben 9 nuove strutture alberghiere e turistiche, pronte ad aumentare il numero di posti letto e la ricettività turistica del Salento, generando indiscutibili riflessi positivi per il territorio”. “Concordo pienamente con i vertici di Camera di Commercio e ConfIndustria, d'accordo nel definire il sistema economico salentino in lenta ripresa e capace di dare questo segnale di attivismo” prosegue. “Prudentemente dobbiamo pensare a migliorarci nell'immediato – conclude Gabellone – soprattutto se davanti a questi primi dati confortanti mettiamo doverosamente anche le partite aperte delle vertenze occupazionali: la volontà della Provincia, delle istituzioni e dei sindacati è quella di continuare a percorrere ogni strada praticabile per tutelare i posti di lavoro”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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