Le tartarughe marine fanno ritorno a casa

Si tratta di 15 esemplari che, dopo il primo soccorso presso l'Osservatorio faunistico provinciale, saranno reinserite in habitat naturale

Domenica 19 settembre alle ore 15.30 presso la spiaggia delle “Due sorelle” (Torre dell'Orso – comune di Melendugno) avrà luogo l'annuale reinserimento in habitat naturale delle tartarughe marine curate presso il Museo di Calimera – Osservatorio faunistico provinciale di Lecce. Si tratta di 15 esemplari che hanno ricevuto le cure di primo soccorso presso lo storico centro calimerese e, in un secondo momento, sono stati trasferiti a Napoli, presso la Stazione zoologica “Anton Dohrn”, per affrontare la lunga degenza e il periodo di riabilitazione. Una volta guariti, infatti, gli animali vengono sottoposti a una serie di test. Questo protocollo serve a verificare che i soggetti esaminati abbiano effettivamente recuperato tutte le forze e le abilità necessarie a tornare in habitat naturale senza correre alcun pericolo. In occasione del ritorno in natura di Ursula, Garmella, Anacleto e le altre tartarughe, saranno presenti il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, l'assessore alle attività venatorie della Provincia di Lecce Salvatore Perrone, i sindaci di Calimera e Melendugno, il responsabile dell'Osservatorio faunistico della Provincia di Lecce, il comandante della Guardia costiera di Otranto e i rappresentanti del Corpo forestale dello Stato e della Polizia Provinciale. L’Osservatorio Faunistico Provinciale di Lecce e la Stazione “Anton Dohrn” di Napoli realizzano le attività di salvataggio, recupero e reinserimento degli animali in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, la Capitaneria di Porto, la Polizia Provinciale, Giorgio Cataldini referente del Centro Studi Cetacei, il Wwf e il Servizio Veterinario Asl – Lecce. Chiunque avvistasse una tartaruga marina o qualsiasi altro animale selvatico o esotico in difficoltà può contattare il Museo di Calimera lo 0832875301.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!